È nata una Stella

 

Avete presente gli angeli disegnati su una nota marca di pannolini per neonati? Secondo me li stampano per addolcire un po’ la pillola e far dimenticare le robe raccapriccianti che si vedono una volta cambiati i piccoli. 😉

Scherzi a parte 2 mesi fa è nata Stella, con quasi 10 anni di differenza rispetto al raggio. È stato strano ma bellissimo essere incinta della mia piccolina a 40 anni, quando ormai molti ginecologi dicevano che sarebbe stato difficile o quasi impossibile concepire, e partorire 4 giorni dopo aver compiuto 41 anni.

L’ultima settimana di gravidanza ero così grossa che ormai praticamente non camminavo più: mio marito ed il pargolo mi rotolavano​ da un posto all’altro 🙂

Il raggio, dopo un momento di delusione dopo aver saputo che sarebbe arrivata una sorellina e non un fratellino, ora è attaccatissimo alla bimba: la coccola, la protegge e spesso mi chiede di dormire con lei (cosa che magari proverei a fare se non fosse che ormai è un piccolo colosso di quasi un metro e sessanta di altezza!).

Col senno di poi avrei dovuto provare a dare un fratellino o una sorellina al raggio un po’ prima, ma io e suo papà avevamo molta paura dell’ACC. Ricordo infatti come se fosse oggi mio marito che, durante l’ecografia che si esegue prima della villocentesi, ha chiesto alla dottoressa che stava svolgendo l’esame se era visibile il corpo calloso: cosa ovviamente impossibile in uno scricciolo di 10-12 cm. L’ho seguito anch’io a ruota domandando le dimensioni del terzo ventricolo cerebrale appena iniziata l’ecografia morfologica qualche mese dopo. Sentire la dottoressa pronunciare sette centimetri e mezzo anziché dieci e ottantanove come il raggio  non ha prezzo.

Spesso mi chiedo cosa avremmo fatto se la villocentesi avesse evidenziato qualche trisomia o se la morfologica avesse rivelato un altro caso di ACC o altro. Stella sarebbe nata lo stesso? Non mi so rispondere ma ringrazio il cielo di non essermi trovata nuovamente di fronte ad una scelta del genere.

Ho solo un unico rimpianto: non aver potuto adottare un bambino a causa dell’ACC del  raggio. Prima e dopo averci dichiarati inidonei ci hanno suggerito in parecchi di fare in altro figlio biologico, ma a causa di questi criteri assurdi per essere idonei quanti bambini cresceranno senza l’amore di una famiglia?

Elenco semiserio delle frasi che le altre mamme ti dicono quando sei incinta

Fateci caso: quando si è incinta si finisce sempre per scatenare la curiosità delle altre donne che incrociamo durante la giornata.

C’è chi lancia una timida e furtiva occhiata al pancione cercando di non farsi beccare, c’è chi invece proprio lo fissa spudoratamente con le pupille a forma di cuore sperando magari di riuscire nello stesso intento a breve, poi c’è chi invece attacca discorso parlando in maniera più o meno truculenta del proprio parto, dei propri pargoli – tutti ovviamente modello – ed infine dei propri nipoti.

In questa gravidanza mi sto divertendo a guardare ed a vivere tutte le varie situazioni tipiche di chi come me è portatrice di un pancione di quasi 9 mesi, che 10 anni fa invece non sono riuscita purtroppo a godermi con la stessa serenità.


La tua pancia non è più tua. 

Rassegnati e butta alle ortiche tutti i tuoi ideali di privacy e di spazio interpersonale: da quando si comincerà a notare che sei incinta amici, parenti, colleghi ma anche illustri sconosciuti si avvicineranno per toccarti il pancino/one. A me fa piacere, ma capisco che non per tutti sia così.

Maschio o femmina?

Se hai superato indenne le fatidiche 12 settimane, sei già approdata alla prima domanda che ti sentirai rivolgere sulla gravidanza: “È maschio o femmina?”. E tu ovviamente non lo sai, a meno che non possieda una sfera di cristallo che possa svelarti l’arcano.

Partono allora diverse ipotesi tra parenti, amici e colleghi basate per esempio sulla forma del pancione,  sull’aspetto fisico della mamma, sulle nausee che ha più o meno avuto nel primo trimestre…

Tranquilla: non ci azzeccano quasi mai! Nel mio caso tutti pensavano stessi aspettando un altro maschio ed invece la villocentesi ha rivelato che si tratta di una femminuccia. 😉

È voluto/a?

Personalmente non mi sognerei mai di porre questa domanda a qualunque altra donna mi annunci gioiosamente la sua gravidanza, ma purtroppo non siamo tutte uguali e quindi mi è stata rivolta da diverse persone sia 10 anni fa, sia in questi mesi.

Quindi se sei sposata da poco tempo o se per qualsivoglia motivo hai aspettato molti anni per cercare un bimbo, questa sarà una delle domande che quasi sicuramente qualche anima pia si sentirà in dovere di farti.

E qui ovviamente hai 2 opzioni:

A. Sì certo, lo/la cercavamo da anni

B. Saranno un po’ cazzi miei, se non ti dispiace

Ovviamente sto scherzando, ma neanche poi tanto!

Hai fatto la coppia, che bello!

Se hai due figli entrambi maschi o entrambi femmine salta pure questo punto.

Se invece come me sei riuscita, in una delle tue rarissime botte di… fortuna, a generare due figli di sesso opposto avrai già sentito questa frase migliaia di volte.

Mi chiedo: che importanza ha? Non devo mica iscrivere i pargoli ad una gara di tango o ad un torneo di poker!

Maschio o femmina mi è indifferente, l’importante è che stiano bene e che entrambi crescano sereni.


Guarda che bello quel completino!!

È vero che un altro maschietto non mi sarebbe dispiaciuto,  ma vuoi mettere la bellezza di alcuni vestitini tutti  rosa e fiocchettini  che compri immaginando già come staranno  alla cucciola o che ti regalano le amiche o le colleghe?

Dopo aver acquistato per anni vestiti da maschietto  e dopo esserti resa conto che ormai tuo marito e tuo figlio sono praticamente gemelli (l’unica differenza è che uno ha la barba e l’altro no 😀 ) credo che arriverai alla mia stessa conclusione che un po’ di rosa in casa fa bene al cuore, anche se comunque, se mia figlia assomiglierà a me, sarà assolutamente un maschiaccio.

Ricordo ancora quando chiesi ai miei genitori prima delle automobiline e poi uno skateboard. Le differenze di genere erano forse ancora più sentite 30-35 anni fa rispetto ad oggi, infatti i miei si limitarono ad ignorare le mie richieste e continuarono imperterriti a regalarmi la Barbie, il Cicciobello eccetera… come se il fatto di impormi giochi tipicamente femminili li rassicurasse sul fatto che da grande sarei stata una donna tutta trucco, scarpe e borse!

Quando partorisci?

Questa per ora è una delle ultime domande che mi viene in mente, ma se prima o dopo il parto ne trovo o me ne capitano altre, cercherò di aggiornare il post.

Questa domanda, apparentemente inoffensiva, ne nasconde altre più o meno insidiose.

Naturale o cesareo? E se cesareo perché? Tralascio la credenza secondo la quale parenti e amiche ti avranno già detto che chi partorisce con il cesareo non può allattare perché ci vorrebbe un post solo su quell’argomento. Non è vero: la mia prima gravidanza è terminata con un cesareo e ho allattato tranquillamente per diverse settimane.

Trasporti pubblici

Spero che questo punto riguardi solo la mia città, ma non credo…

Se sei di 4, 5 ma anche di 7 o 8 mesi e prendi un autobus potrai deliziarti viaggiando in piedi e cercando di scansare colpi sul pancione. Giovani o vecchi è la stessa storia: ti sbirciano, vedono che sei incinta e (i giovani) si mettono a leggere il cellulare come se da quello dipendesse la loro stessa vita o (i vecchi) semplicemente fingono di ignorarti forti , a torto, dei loro capelli bianchi che secondo loro gli danno il diritto di farti fare dei Km in piedi. Una cosa è il rispetto, un’altra la maleducazione.







Legge delega sostegno: addio all’integrazione

Stavo preparando un post totalmente diverso, poi ho saputo della Legge delega Sostegno approvata dal Consiglio dei Ministri a metà gennaio ed ho cambiato completamente rotta.

Se verrà approvata così com’è ora cancellerà alcune delle difficili conquiste ottenute dagli studenti in condizione di handicap e dalle loro famiglie nel corso degli ultimi decenni grazie alla legge 104/92.

Le deleghe di questa recente riforma sono contenute in una serie di atti: il 378 (sostegno ed inclusione) ed il 384 (certificazione competenze ed esami di stato) in particolare stanno provocando un massiccio tam tam in rete, ma non solo, che vede partecipare alla discussione: le associazioni, i gruppi di famiglie e i docenti.

Vediamo nel dettaglio cosa cambia.

Con la delega 378 vengono di fatto esclusi sia le famiglie che i servizi sociosanitari dalla stesura dei PEI. Viene prevista l’istituzione di un gruppo territoriale con sede presso gli Uffici Scolastici Regionali  composto da due dirigenti scolastici e due docenti scelti dal dirigente dell’USR. Che senso ha escludere le altre due figure fondamentali, oltre alla scuola, dall’organizzazione di un programma individualizzato?

Con la delega 384, dove si parla degli esami di stato, c’è un altro punto critico. In sostanza viene negata la licenza media agli studenti non in grado di sostenere prove equipollenti a quelle ordinarie. Per loro solamente un attestato di credito formativo. Addio agli obiettivi minimi che permettevano di avere una programmazione equiparabile a quella di tutti gli altri studenti.

Questa riforma del sostegno non valuta lo studente con disabilità in base alle sue capacità relazionali o sociali, ma da un punto di vista strettamente medico. I ragazzi vengono visti non più come “persone”, bensì etichettati ed identificati con la loro patologia.

Segnalo due incontri, a Roma  e Milano organizzati dal gruppo Facebook Sostegno 378 . La partecipazione è libera e gratuita ed aperta sia ai genitori che agli insegnanti.

Il gruppo sta anche organizzando la partenza di una delegazione verso il Festival di Sanremo per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica su cosa accadrebbe se i decreti venissero approvati così come sono oggi, senza alcuna modifica.

L’istruzione, così come l’inclusione e l’integrazione dei bambini e dei ragazzi con disabilità è uno dei diritti inalienabili di ogni essere umano non rinunciabili nel nome di criteri contabili che non tengono conto delle enormi difficoltà che le famiglie ed i ragazzi affrontano ogni singolo giorno per garantirsi un futuro autonomo e dignitoso. Anche la Corte costituzionale in una sentenza, la 80/2010 pone chiaramente come priorità il diritto allo studio dei ragazzi con disabilità rispetto ad un mero meccanismo di risparmio.

Per i nostri ragazzi basterebbe tutelare e far applicare sempre la legge 104/92: purtroppo in parecchi casi rimane anch’essa lettera morta.