I 4 anni della monella

La monella ha compiuto 4 anni.

4 anni bellissimi, con l’eccezione del primo abbozzo di diagnosi a novembre 2019.

Da un po’ di tempo sto rimuginando su quale sia il momento esatto in cui ha iniziato a manifestare i sintomi del disturbo del neurosviluppo. La risposta, lo so, è: a due anni e mezzo.

Ieri ho riguardato su google photo le immagini della gravidanza e della monella appena nata. Nelle prime dorme praticamente sempre (sarebbe stato strano il contrario), ma ce ne sono alcune in cui guarda decisamente l’obiettivo dello smartphone dal quale le viene scattata la foto.

Perché dai 2 anni è mezzo il suo cervello si è accorto che qualcosa non andava? Perché sino a quel momento ha funzionato tutto in maniera apparentemente normale e poi di botto ha iniziato a crashare? Mistero.

Mi domando se la dottoressa che mi ha sottoposta alle due morfologiche abbia notato qualche segnale di malformazione nella testa della piccola. Probabilmente no, perché a venti settimane di gestazione il cervello non ha ancora assunto la sua forma definitiva ed infine cercava un’agenesia come per il raggio che però in questo caso non c’era.

Non voglio guardare la monella come ad un caso clinico, ma solo come alla mia super impegnativa bimba. In questo però i medici non sono molto d’aiuto. La neuropsichiatra che durante l’ultimo day hospital ha sottoposto la monella alla valutazione funzionale globale ad un certo punto mi ha chiesto se mi fossi accorta che la bambina è gergofasica (Mi sono trattenuta dal chiederle che c*zz* volesse dire, ora lo so, cercare di ripetere i discorsi ma con suoni che non hanno senso). Nella lettera di dimissioni ha poi scritto, che fa un sorriso grimace (come una smorfia, forzato). E’ vero, ma se fosse neurotipica non la sottoporrei ad un day hospital o due all’anno!

Probabilmente un giorno, con mio marito, sorrideremo di tutte queste preoccupazioni e probabilmente avremo ingranato il giusto ritmo tra terapia, scuola e, perché no, qualche passatempo. Per ora cerchiamo solamente di capire se stiamo dando alla cucciola gli strumenti per comunicare ed essere indipendente un domani

Natale 2020

Domani sera sarà la vigilia di Natale. Dopo cena faremo probabilmente una videochiamata ai parenti.

A causa del maledetto covid 19 per la prima volta da… quanto? 20 anni? Trascorreremo la vigilia ed il Natale a casa nostra.

Mi dispiace privare i ragazzi della compagnia dei parenti, della cena del 24 che dura per ore, degli scherzi coi cugini e dell’apertura dei regali a mezzanotte con ogni appendice disponibile, ma non ce la sentiamo di rischiare di contagiare i miei suoceri e mia mamma.

D’altro canto, negli ultimi anni, il Natale per me ha significato anche trascorrere due giorni ad inseguire la monella mentre si nasconde sotto i tavoli, cerca di scalare i mobili e prova a disintegrare gli amati soprammobili di mia suocera… Per non parlare della difficoltà di addormentarla mentre c’è una festa in corso, con luci e voci annesse a fare da sottofondo.

Dopo esserci scambiati già i regali, praticamente con la fionda ed a distanza di sicurezza, aspetteremo la mezzanotte per aprire i pacchi ed i pacchettini.

Buone Feste a tutti!

Spirito natalizio: on

Sono il grinch. In tempi normali cercherei di ricordarmi che il Natale si sta pericolosamente avvicinando solo quando ormai è ineluttabile, quindi il 24 sera. 😉

Quest’anno però con la pandemia e la diagnosi in divenire della monella ho già acquistato e consegnato alcuni regali per noi famiglia ed installato le luci di Natale sul balcone. Sono le uniche del quartiere per ora, ma va bene così.