E’ ricominciato l’asilo!

Little hands drawing between school supplies and apples
Little hands drawing between school supplies and apples
Innanzitutto mi scuso con le persone a cui non sono ancora riuscita a rispondere nei commenti, ma stasera devo avere qualche problema al pc perché non mi invia quello che scrivo o forse è la piattaforma che fa le bizze… Comunque sia, rimedierò al più presto, giuro!
Oggi primo giorno di asilo per il raggio (domani salterà un giorno a causa dello sciopero perché vengono accettati solo i primi 20 bambini che arrivano e non è garantito il servizio mensa).
Appena si è reso conto che papà ha fermato la macchina davanti ai cancelli non voleva scendere, poi l’ho convinto e siamo arrivati in classe avvinghiati come due koala!
Come ha visto una delle sue tre maestre che lo prendeva per mano si è lasciato afferrare e, dimenticandosi la “disperazione” di poco prima mi ha fatto ciao ciao con la manina finché sono uscita dall’edificio mandandogli i bacini con la mano come si usa tra innamorati (le bidelle mi avranno presa per pirla, ma pazienza!)
A volte vorrei poter crescere il bimbo io stando a casa, ma poi ritorna in me quel goccio di sanità mentale che mi serve per comprendere che a lui fa bene stare un po’ con i coetanei ed a me serve una parentesi lavorativa per lo stipendio – certo – ma anche paradossalmente per staccare un po’ ed in un certo senso distrarmi dalla vita di tutti i giorni.
Il sostegno – grazie al cielo – è invariato: 3 ore al giorno ed ha sempre la stessa maestra che condivide con una bimba in un’altra sezione.
Certo è che se fosse in primaria e dovesse imparare a scrivere ed a far di conto 3 ore non sarebbero assolutamente sufficienti…

L’Italia non è un paese per disabili

handicap
In questi giorni sono sobbalzata sulla seggiola leggendo questo post di genitoritosti e questo articolo su La Repubblica.
Genitoritosti riporta la notizia che è stato presentato un comma nella prossima manovra che stabilisce l’invio di ispettori nelle commissioni che devono certificare l’handicap dei bambini per avere l’insegnante di sostegno.
Ora, a parte il fatto che non so se chi governa ha mai fatto la fila come noi per entrare davanti alla commissione ASL per avere l’invalidità e la 104, se conosce il dolore dei genitori nel dover far un passo così forte per avere appunto un’insegnante di sostegno…
Ora dovremmo anche dare le prove dell’handicap dei nostri figli?
Ok. Se un medico mi trova il corpo calloso di mio figlio nelle risonanze fatte in gravidanza o nell’eco transfontanellare può voler dire solo due cose: ha preso una grandissima cantonata o è un mago e l’ha fatto apparire dal nulla!!
Repubblica di oggi invece riportava il caso di una professoressa di sostegno costretta a chiudersi a chiave con un ragazzo disabile in una classe separata.
Di sicuro non è questa l’integrazione che sogniamo per i nostri figli.
Abbiamo diritto a degli insegnanti con una formazione specifica, che possano far sì che i ragazzi seguano le stesse lezioni dei compagni con spiegazioni anche sì magari leggermente più ridotte ma non in classi a parte!

 

Insegnanti di sostegno gestiti da privati

Oggi ho letto su La Repubblica questo articolo dove si parla di un disegno di legge che ipotizza che gli insegnanti di sostegno siano gestiti dai privati ed infine pagati dai genitori dei bambini/ragazzi stessi con handicap.
E’ scandaloso che si debba pagare per un proprio DIRITTO.
Se io bambino/ragazzo disabile per ipotesi avessi la mamma che fa la casalinga ed il papà operaio , piuttosto che una mamma architetto ed un papà manager allora devo smettere di  andare a scuola perché non me lo posso permettere?
Perchè la vita delle famiglie che si trovano a dover seguire un minore con handicap motorio o intellettivo deve essere così complicata?
Alla faccia dell’integrazione!
Più passano gli anni e più mi rendo conto con amarezza che, mentre a parole ogni vita va rispettata, curata, seguita, nella vita di tutti i giorni i genitori di bambini che richiedono maggiori attenzioni e cure vengono bistrattati, esasperati e defraudati di ciò che sarebbe il un loro diritto.