E finalmente… la nascita!

La notte prima del cesareo penso di non aver dormito, forse un’oretta…
Alle 5 del mattino comunque ero già attaccata al monitoraggio e alle 8 ero in sala operatoria.
Ho scelto il cesareo perchè guardando le altre donne della mia famiglia e di quella di mio marito ho visto che avevano avuto tutte o quasi parti difficili, sfociati tutti poi in cesarei d’urgenza. Certamente avevo anche paura del dolore fisico del parto naturale, ma anche e soprattutto che qualcosa andasse storto ed il bambino rischiasse di soffrire.
Avevo sempre sognato un parto come nei film con la madre distrutta ma felice con il piccolo in braccio ancora da lavare.
Chiaramente è stato tutto diverso nel mio caso.
Dopo diversi tentativi di epidurale (l’anestesista non aveva letto nella cartella clinica che io ho la scoliosi) che nei giorni successivi mi hanno provocato un mal di testa abbastanza consistente, inizia l’operazione.
Devo essere sincera: non si sente dolore, solo muovere.
Ricordo il freddo dell’aria condizionata accesa al massimo ed un radio che suonava, ma non saprei dire che canzone… Avevo un telo verde davanti al viso che copriva tutto quello che stavano facendo i medici.
Finalmente sento il pianto del bimbo, ma non me lo portano subito perchè devono controllarlo e lavarlo.
A causa dell’ACC avrei dovuto partorire in una struttura di III livello come raccomandato nei protocolli medici, invece ho scelto il piccolo ospedale vicino casa di I livello dove sono nata anch’io e dove quasi tutti i parenti miei e di mio marito hanno lavorato per una vita, quindi nella stanza accanto c’è un neonatologo che controllerà mio figlio M. centimetro per centimetro.
Alla fine stabiliscono che è tutto a posto e dopo averlo pulito e pesato ed aver messo un bracciale di plastica con gli stessi dati ad entrambi me lo portano, avvolto in un copertina.
L’infermiera continua ad insistere perchè lo baci (alla fine l’ho fatto) e grida che è un maschio: ricordo che anzichè coccolarlo cercavo di contargli le dita delle mani e dei piedi e di guardare che aspetto avesse.
Ho rivisto M. parecchio dopo, quando le mie compagne di stanza erano già state tutte cesareizzate ed avevano già tutte i loro piccoli in braccio perchè nel frattempo è stato portato in incubatrice in un altro padiglione a fare un’eco transfontanellare.
Da quest’ultima sembra risultare che M. abbia un pezzettino di corpo calloso, cosa che comunque mi convincerà a non sottoporlo più a nessun esame alla testolina perchè ognuno che guarda ci vede qualcosa di diverso e ci stressiamo tutti.
Quando sarà grande, se vorrà, magari farà una risonanza magnetica o una TAC.
Quando finalmente in quella bellissima ma stancantissima giornata, riesco ad avere mio figlio tra le braccia arriva un dottoressa che era tra coloro che hanno sottoposto M. alla transfontanellare che mi dice di stare tranquilla, che va tutto bene.
Effettivamente il problema più grosso che si presenta in quel momento è che M. rigurgita spesso, ma ne più ne meno come gli altri piccoli.
Per 3 settimane riesco a dargli il mio latte.

L’ACC però mi ha rubato la spensieratezza, mi ha sottratto la felicità che tutte le mamme sperimentano quando aspettano un bambino. Se i medici mi avessero detto come sarebbe stato mio figlio, senza spaventarmi inutilmente, la mia gravidanza non si sarebbe trasformata in un incubo.
La cosa più pesante, secondo me, è che nessun dottore o quasi saprà spiegare a due genitori spaventati che hanno la loro creatura con ACC come sarà alla nascita. Molti ti dicono che devi aspettare un paio d’anni e vedere, che potrebbe anche non avere nulla, ma molti giustamente non se la sentono di affrontare un’incognita così grossa e interrompono la gravidanza.
L’unica cosa che rimpiango è che vorrei aver tenuto mio figlio tra le braccia senza avere un pensiero al mondo, senza dover fare la scelta più difficile della mia vita…
ma ne è valsa la pena!
Ogni giorno mio figlio mi ripaga col suo amore, oltre che con i suoi progressi.

La nostra storia – quarta parte

Non ho detto che la decisione di tenere il piccolo è stata favorita anche dall’incontro con il forum che si occupa di ACC e dall’incontro con una famosa ma molto umana neuropsichiatra infantile, consigliata appunto dalle mamme del forum. Questa persona, vedendo le risonanze magnetiche della testa del piccolo ci ha detto che sarebbe stato normalissimo, solo un po’ “patatone” (per usare la sua stessa parola). Chiaramente ci ha indovinato!

Dalla 25esima settimana di gravidanza sino al cesareo, un giorno prima della 39esima settimana, sono stata costretta a stare sempre a letto perchè avevo il collo dell’utero molto accorciato e rischiavo di partorire di lì a poco. Resta comunque un mistero per me i fatto che il mio ginecologo non abbia voluto sino all’utimo somministrarmi le pastiglie che fermano le contrazioni, costringendomi così a stare quasi sempre ferma per non partorire prima del tempo.
Ricordo che uscivo solo per andare in ospedale a fare le flebo di ferro, anche lì sdraiata a letto, perchè nonostante avessi preso le pasticche di ferro da quando erano uscite le due lineette sul test, la mia emoglobina era al minimo storico…
Da un lato non vedevo l’ora di vedere il piccolo, ma dall’altro non sapevo cosa aspettarmi. In molti mi chiedevano come avrei voluto che fosse il bimbo un volta nato come aspetto fisico, ma io cercavo di non immaginare nulla, ero troppo spaventata.

La nostra storia – terza parte

Iniziano quindi per noi una serie di accertamenti d’urgenza quali: l’amniocentesi e due risonanze magnetiche alla testa del mio bimbo nella pancia.
L’amniocentesi risulta perfetta, riguardo alle risonanze invece non si riesce a visualizzare bene la testolina perchè il piccolo si muove continuamente e le immagini risultano tutte sfocate.
Vorrei aprire una parentesi sull’amniocentesi. A me avevano detto di non farla perchè avevo trent’anni ed un bitest perfetto, ma dopo che è stata diagnosticata l’ACC al piccolo mi hanno chiesto perchè non l’avessi eseguita quando dovevo e non avessi chiesto esami genetici più approfonditi.
Spesso mi capita di consigliare l’amniocentesi ad amiche o colleghe incinta, non spiego mai la ragione per non spaventarle, ma naturalmente nessuno sceglie di sottoporcisi.
Insieme a mio marito abbiamo perso diverse amicizie per aver consigliato l’amnio. Spesso ci siamo sentiti rispondere che avevano già visto che era tutto ok con l’ecografia tridimensionale…
E’ stato un periodo tremendo.
Sarei stata in tempo per l’aborto terapeutico, ma da subito ho capito che non ce l’avrei fatta. Acc o no era pur sempre mio figlio!
Sono state due settimane difficilissime dovendomi opporre ad amici e parenti che erano tutti pro aborto e convincendo anche mio marito a far nascere nostro figlio.
L’ho fatto per me stessa, non per credo religioso, ma solo perchè non avrei mai potuto vivere con un rimorso del genere.
Mi è stato spiegato inoltre che un bambino con gravi problemi si muove pochissimo nel pancione, il mio bimbo invece si agitava moltissimo (durante la prima eco morfologica, con un calcio, ha spostato la sonda al dottore)!
Decido infine, una volta ufficializzata la decisione di portare avanti la gravidanza, di sottopormi ad una seconda ecografia morfologica con il mio ginecologo di fiducia.
L’esame dura più di un’ora perchè gli chiedo di guardare ogni singolo centimetro del bimbo. Temevo che ci fosse più di un’agenesia. Con nostro grandissimo sollievo non risulta nient’altro di particolare.