Pubblicato in: asilo nido, cariotipo, vita quotidiana

Asilo nido – seconda parte e altre piccole novità

Oggi R. ed io abbiamo scoperto di avere fondamentalmente due possibilità per quanto riguarda il nido:

– un posto a part time da metà novembre

– un posto full time ma a partire da gennaio 2010

A giorni ci arriverà una raccomandata dalla segreteria e avremo 7-8 giorni per decidere.

Esiste anche la possibilità, ma secondo me è abbastanza remota, che i genitori di una bambino che non frequenta a giorni mandino la rinuncia. Se così fosse M. avrebbe un posto libero subito a tempo pieno. Sono combattuta: ci spero e non ci spero proprio. Vorrei farlo cominciare subito, ma mi sento una madre pessima a separarmene. Sono l’ansia fatta persona, lo so!

Oggi finalmente sono arrivati i risultati dei cariotipi mio e di R. : entrambi sono normalissimi, come anche era risultata perfetta l’amniocentesi 2 anni e mezzo fa. Credo che, effettivamente, non esista una spiegazione logica (o comunque genetica) per l’ACC del nostro cucciolino.

Stamattina sono anche riuscita  a chiedere al mio responsabile un cambio di turno in vista dell’inizio del nido appunto. Ora lavoro di pomeriggio, ma per portare M. in asilo e riprenderlo ho necessità di lavorare al mattino.

In meno di un mese la nostra vita si sta modificando parecchio e ho come la sensazione che questo non sia ancora niente. Speriamo bene!

 

P.S. Stamattina è nato il bimbo della mia collega, se questo week end ce la faccio vado a trovarla e a rimirarmi lui dal vetro del nido!

Pubblicato in: asilo nido, vita quotidiana

Asilo nido

M. andrà all’asilo nido.
Non so ancora bene quando e dove (devo capire come siamo arrivati in graduatoria e dove si libererà prima un posto tra i due asili che ho scelto), ma alla fine mi sono mezzo lasciata convincere dallo psicomotricista.
Insieme agli altri bimbi si divertirà di sicuro più che con me e suo papà a casa ma a me sta prendendo un attacco da “mamma chioccia”! Il tempo pieno mi fa venire una goccia di panico, sarei più per la mattinata solamente… Vedremo un pochino.
Pubblicato in: Baby blues, vita quotidiana

Baby blues, la mia esperienza

Immagine presa su Internet

 

I film in tv e le pubblicità ci hanno forse abituati ad un’immagine di famiglia un po’ distante dalla realtà. Madri che cucinano, lavano i pavimenti e stirano, vestite come ad una sfilata di moda coi capelli perfettamente in piega. Se prendiamo un qualsiasi spot di pannolini per bambini poi, vediamo solo bimbi angelici e sorridenti.

 

Peccato che poi invece la realtà sia un po’ differente!

 

In questi giorni un fatto di cronaca accaduto vicino a dove abitiamo (che per delicatezza preferisco non citare) mi ha fatto riflettere sul periodo delicatissimo che è quello in cui mamma e bambino vengono dimessi dall’ospedale ed imparano a conoscersi e ad interagire tra loro. E’ il momento più importante, secondo me, quasi più importante dell’intera gravidanza.

 

A volte capita che la mamma si senta un po’ giù di morale, pianga e sia un po’ stressata ma si può arrivare ad uno stato depressivo serio.

 

A me è capitato di star male psicologicamente, dopo la nascita di M., ho iniziato a riprendermi quando aveva circa 6 mesi . Voi che state leggendo queste righe potreste controbattere che avevo tutti i motivi per crollare, ma ho avuto modo di constatare personalmente che il baby blues, ma anche la depressione vera e propria colpisce anche mamme di bambini sanissimi.

 

Il crollo degli ormoni dopo il parto unito secondo me al fatto di dover imparare a fare i conti con una nuova realtà e di non riuscire a dormire bene (i neonati si svegliano nella maggior parte dei casi ogni 2 o 3 ore per poppare), provoca alla mamma uno stato di sconforto.
A questo punto è fondamentale avere qualcuno accanto (compagno, marito, genitore amica ecc…) che ci comprende e ci fa sentire che capisce che siamo in difficoltà. Per è stato fondamentale mio marito che, quando M. aveva pochi mesi, mi ha pian piano convinta ed aiutata a reagire. E’ anche utile avere una persona a cui delegare le faccende di casa più pesanti, almeno i primi tempi.

 

Dobbiamo arrenderci al fatto che noi siamo mamme reali, non da film. Se non laviamo i pavimenti 2 volte al giorno perché il piccolo ha le coliche o se non abbiamo passato la cera perché abbiamo portato il pargolo a spasso in passeggino al parco non morirà nessuno.

 

Mi premeva scrivere questo perché molte neo mamme non confesserebbero mai il loro malessere, ma questo le porta a stare ancora più male e a sentirsi sempre più sole.

 

A fare la mamma si impara giorno per giorno, come si impara qualunque altra cosa nel corso della vita. Si sbaglia, si cade, ci si rialza e si va avanti.