Manifestazione per una scuola di tutti – Genova 29/10/10

Tanto per non annoiarci il raggio si è preso il mycoplasma.
Dopo un mese di tosse continua (anche di notte), di aerosol a tutte le ore ed anche una visita dal luminare abbiamo scoperto grazie al pediatra che bastava un antibiotico. Evabbè!
Vorrei segnalare che venerdì mattina, a Genova, ci sarà una manifestazione dei genitori per chiedere il diritto all’istruzione, l’integrazione scolastica, gli insegnanti di sostegno e loro formazione.
In un momento in cui ancora tantissime persone pensano che un bambino disabile rallenti il programma, dia fastidio e vada inserito in una scuola speciale adatta a lui,  c’è la necessità assoluta di far sentire forti e chiare le nostre voci di genitori di bambini e ragazzi disabili!

Il raggio monello

Sono settimane che non aggiorno il blog, ma siamo tutti “reduci” in famiglia da 2 episodi di laringospasmo del bambino: uno molto brutto in cui abbiamo rischiato il ricovero in ospedale.
Il raggio va all’asilo da 4 settimane ormai: qualche giorno fa suo papà ed io ci siamo accorti che questo lasso di tempo è bastato per farlo conoscere a TUTTO l’asilo.
Da qualche giorno, quando il papy ed io andiamo a prenderlo le maestre ci aspettano sulla porta della classe e (ahinoi) ci snocciolano tutte le bravate del nostro caro pargoletto.
Prima di tutto, a nostra discolpa, c’è da dire che il raggio è uno dei pochi bimbi della sua sezione che dice “grazie, per favore, permesso, ti prego ecc…”, ma è anche uno dei più scatenati!
In quest’ultima settimana ha iniziato a scappare in corridoio ogni volta che le maestre si distraggono, di conseguenza ora viene “placcato” da tutte e 3 quando si avvicina alla porta che si affaccia sul corridoio per non farlo uscire di nascosto.
Altro episodio: quando i bambini sono un po’ tristi perché mancano loro i genitori, le educatrici fingono di chiamare il papà o la mamma al telefono e riferiscono ai bimbi che i genitori stanno arrivando a prenderli. Questo calma TUTTI i compagni del raggio, ma naturalmente non il raggio.
Giorni fa, dopo l’ennesimo “Papà ha detto che arriva”, il pargolo ha ordinato alla maestra: “Passamelo che ci voglio parlare”.
Panico.
Alla fine è stata costretta a chiamare suo marito e dirgli di fingere di essere il padre del suo alunno!!
Stupore generale per il fatto che è l’unico della sua classe che parla effettivamente al telefono.
Suo papà ed io gli stiamo trasmettendo senza volere (oppure sì?) la nostra fissazione per la tecnologia!
Ultimo episodio (per ora, per fortuna): il raggio a pranzo nella mensa.
La maestra : “Bambini facciamo un po’ di silenzio”.
Il raggio: “Sì, brava, comincia tu”.
Suo papà ed io dovremo lasciarlo in punizione sino alla maggiore età per convincerlo a comportarsi come un bambino bravo ed educato, ma – lasciatemelo dire – quando la maestra mi racconta queste scenette faccio la faccia costernata, ma in realtà rido sotto i baffi.
Lo so, lo so… non sarò mamma dell’anno 2011 (e neanche 2010, 2009, 2008, 2007 e via dicendo).

Primi giorni alla materna

Da lunedì 6 settembre abbiamo cominciato l’avventura alla scuola materna!
Ogni tanto abbiamo ancora qualche incidente-pipì ma sono soddisfattissima.
Il raggio gioca coi suoi compagni, disegna, mangia di gusto (aiutato delle maestre che magari gli danno una piccola mano spezzettandogli un po’ il cibo): bilancio positivissimo quindi!
Unico neo in questo quadretto idilliaco di serenità: la sua educatrice del nido dell’anno scorso che è venuta in classe a fargli visita.
Me la sono trovata davanti alla porta mentre cercavo di far entrare il raggio semipiangente e portarlo dove c’erano già i suoi compagnetti.
La simpaticissima ha iniziato con la solita tiritera con cui ha stressato tutto l’anno scorso cioè non doveva spannolinarlo perché non percepisce lo stimolo, deve fargli fare il certificato per frullargli i pasti ecc.
Non voglio neanche commentare queste frasi.
Ieri finalmente ho trovato il coraggio e le ho detto di smetterla di trattare mio figlio come un incapace. Troppo tardi forse, avrei dovuto già incavolarmi mesi fa…
Ragazzi, che peso mi sono tolta finalmente!
Una cosa è tentare di stimolare il bambino a dare il meglio che può, un’altra è cercare la via più breve per non dovergli prestare troppa attenzione.
“Occuparsi di un bambino: è questo il nostro paradiso, qui, sulla terra”
Da: “la Disabilità non è un Limite. Se mi Ami Costringimi a Cambiare”, Reuven Feuerstein, Yaacov Rand, Rafi Feuerstein in collaborazione con Nessia Laniado e Gianfilippo Pietra, ed. Libri Liberi 2005