Libro ACC and me

Abbiamo ricevuto dagli USA, e precisamente dal NODCC, il libro ACC and me !
Ha impiegato pochissimo tempo ad arrivare in Italia, per fortuna.
Si tratta di una breve, ma carinissima storia, di Dexter: un bambino di 10 anni che ha ACC.
E’ molto utile, secondo me, per spiegare ai propri figli senza traumatizzarli le problematiche causate loro dall’ACC, ma anche ad amici, parenti e – perché no? – anche insegnanti e terapisti.
Il testo è in americano, ma è molto semplice considerato che è scritto per i bambini.
I disegni sono bellissimi!
Lo consiglio a tutti coloro che hanno necessità o vogliono semplicemente affrontare il discorso ACC in maniera soft.

Bilancio di 6 mesi di nido

Eccoci qui superstiti – si fa per dire – di una tremenda infezione da streptococco del raggio…

E pensare che il mese di maggio è trascorso liscio: sono riuscita a non far saltare al bambino neanche un giorno di nido!
Temo però che ora dopo giorni e giorni di febbre quasi a 40, almeno sino alla prossima settimana, il raggio dovrà stare a casa con me e con il papi per cercare di riprendersi al meglio.
Da un po’ di giorni poi sto cercando di tirare giù un bilancio di questi sei mesi di nido ormai trascorsi per capire come impostare al meglio il prossimo anno alla materna.
Vediamo insieme pro e contro.
I pro sono che il nido lo ha molto svegliato, gli ha sciolto la parlantina (anche se ci sono molte parole tipo “babambio” di cui noi grandi non riusciamo ancora a capire il significato), ha imparato a dire grazie quando riceve qualcosa ed anche a stare in mezzo ed a giocare con altri bambini.
I contro sono che noi genitori abbiamo ripetuto quasi tutte le influenze e i raffreddori (per fortuna in forma ridotta) che ha preso il pargolo, ogni tanto ha saltato qualche merenda se al nido c’era pane e olio perché ancora non riesce a masticare perfettamente, prima di riuscire ad affrontare serenamente l’asilo ha trascorso mesi nel panico evitando accuratamente di giocare con i compagnetti e cercando solamente la compagnia degli adulti (insegnanti e inservienti) ed infine tra due giorni compirà 3 anni ma siamo in alto mare con l’uso del pannolo perché non riuscendo ancora a dire che gli scappa la plin plin non viene seduto sul bagno come i suoi compagni al nido e proviamo a mettercelo solo suo papà ed io a casa.
“Le nostre porte sono aperte a tutti, anche ai bambini disabili”, questo ha detto come prima cosa la responsabile alla presentazione della materna dove il raggio è iscritto da marzo e che inizierà a frequentare da settembre.
Sarà anche vero, ma se pensiamo ad un bambino con disabilità grave non riesco ad immaginare nessun modo per lui di arrivare in classe se non sulle spalle dei genitori perché ad esempio sia nel nido che frequenta il raggio, sia alla materna non ho visto un ascensore o una rampa per sedia a rotelle.
Stesso discorso per i pasti: ci sono quelli speciali per motivi religiosi e nulla per chi ha problemi. L’alternativa è un orribile pappone frullato come quello che si dà ai lattanti e che noi accuratamente evitiamo perché altrimenti il raggio non avrebbe nessuno stimolo a masticare.
La nostra situazione, fortunatamente, è di lieve disabilità o quasi normalità, se vogliamo, ma se la nostra situazione fosse più grave come faremmo?
A questo punto voi direte: il bilancio è positivo o negativo?
Ditemelo voi.