Week end a Milano ed inizio asilo

Duomo
Ecco una foto del Duomo di Milano del week end 17, 18 e 19 agosto.
La posto quasi un mese dopo perché nel frattempo mio marito è riuscito ad uscire quasi indenne da una polmonite con versamento pleurico.
A metà agosto aveva una tosse piuttosto forte, secca e stizzosa che sembrava non passare neanche con gli antibiotici (prescritti comunque parecchio in ritardo rispetto alla comparsa dei sintomi, secondo me) ed ad un certo punto si sono aggiunti anche dolori al torace, sensazione di soffocamento e di “acqua” nei polmoni.
A fine agosto siamo finalmente riusciti a contattare un pneumologo che lo sta seguendo nella lenta guarigione.
Il raggio ha ricominciato l’asilo il 4 settembre e, dicendolo piano, quest’anno sembra più calmo per ora dell’anno scorso in cui invece è capitato di tutto: litigi con altri bimbi degenerati in piccole risse, graffi, schiaffi e spintoni con gli altri compagni.
Credo che percepisca i benefici delle piccole vacanze fuori città ad agosto e della spiaggia. Le novità lo spaventano un pochino ma lo aiutano anche a scoprire nuove cose e ad allargare i suoi orizzonti.
Anche questo mese saremo tutti insieme a Piacenza il 22 e 23 settembre per partecipare al Convegno organizzato dalla nostra associazione (mentre il raggio giocherà con gli altri bambini presenti in uno spazio attrezzato con animatori volontari).

Week end a Firenze

Il Duomo ed Battistero
Il Duomo ed Battistero
Devo essere onesta: non c’era mai stata e l’ho scelta come una via di mezzo prima di avventurarci – quando riusciremo – a Roma. Eccoci di ritorno da un week end a Firenze.
Che città meravigliosa: ho ancora nel cuore le immagini del Duomo, di Piazza della Signoria, di Ponte Vecchio e Palazzo Vecchio!
Abbiamo sfidato un pochino la sorte, vista l’iperattività sempre molto forte del raggio ed anche il destino, visto che, appena finito di fare il pieno all’andata in una stazione di servizio vicino a casa, la batteria dell’auto ha deciso di mollarci brutalmente costringendoci ad un veloce e costoso cambio effettuato da un abilissimo benzinaio!
Ponte Vecchio
Ponte Vecchio
Pur soffrendo per il caldo abbiamo girato il più possibile, tra le vibranti proteste del pargolo, che ogni due minuti cercava di sedersi su qualche marciapiede o scalino di qualche negozio…
Abbiamo rinunciato ad entrare negli Uffizi a causa della coda chilometrica e ci accontenteremo di una visita virtuale col pc… anche considerando i giusti ma numerosi divieti per noi quasi impossibili da rispettare, con la belva cinquenne…
Gli Uffizi
Gli Uffizi

 

Vi lascio con due ultime foto, anche se ne abbiamo scattate davvero una marea…

Una parte del panorama che si vedeva dalla terrazza dell’albergo a colazione:

Panorama

E me ed il raggio piccini picciò fotografati dal papy mentre tornavamo indietro da un vicoletto perché avevamo sbagliato strada hihihi

Vicolo

Riflettendo sulla disabilità

 duckiesyk9
Sono giorni che, per varie ragioni, sto tentanto di definire per me cosa significhi la disabilità di mio figlio.
Lo descrive già molto bene, anche se forse è banale, “Benvenuti in Olanda” di Emily Perl Kingsley.
Da una parte c’è il dolore di scoprire che qualcosa in gravidanza è andato storto e di percepire pian piano che il bambino è un po’ più lento a capire dei coetanei, dall’altra c’è la gioia di vederlo crescere e sfidare senza saperlo le fosche previsioni dei luminari 5 anni fa.
Il sintomo principale che ci ha creato l’ACC è stata l’iperattività o l’essere “spirited child” come mi ha fatto scoprire Marzia di L’ascia sull’uscio .
Confesso che sto ancora leggendo il libro che ha citato nel post perché il mio inglese è un po’ disastroso, ma il profilo del bambino amplificato, sino al capitolo a cui sono arrivata sinora, si applica perfettamente al raggio.
Ovviamente per noi non si tratta solo di questo, ma anche della fatica di creare una frase, o della difficoltà per esempio di capire i concetti astratti come numeri, colori, metafore, modi di dire ecc…
La verità è che per me l’ACC e tutto ciò che ne consegue è diventata come il colore degli occhi o dei capelli e difficilmente riuscirei ad immaginare mio figlio senza. Certo, se qualcuno mi desse una bacchetta magica dicendomi che posso guarirlo, lo farei subito!
Poi certo, voglio anche puntualizzare che la strada sarebbe più semplice se non ci fosse chi pensa che magari noi genitori di bimbi special (come dice un caro amico) siamo genitori di serie B o che – peggio – lo siano i nostri ragazzi.
Mi riferisco a medici, insegnanti e tutti i vari personaggi con cui abbiamo contatti giornalieri, o quasi, durante l’anno.
Un’altra verità infine è che non cambierei mio figlio con nessuno perché grazie a lui, nonostante tutte le difficoltà e le varie deiezioni che ci siamo presi sulla faccia metaforicamente io e suo papà, credo di essere diventata una mamma con una marcia in più, una mamma che ha anche tirato fuori le palle e che sopratutto finalmente riesce di tanto in tanto a dimenticarsi il problema.
Volevo una Panda, ho avuto una Seicento, invece: ok, arriveremo lo stesso a destinazione, pian piano e godendoci il panorama!