Numeri, colori e creatività

Prima di terminare le ferie, la scorsa settimana sono andata col papy del raggio in un magazzino all’ingrosso dove ci serviamo per l’acquisto di giocattoli da quando eravamo ancora solo zii un po’ svampiti (e vagamente tecnologici) di 8 pargoli, la più grande dei quali ora ha circa 25 anni.

Il raggio questo mese si è già beccato pallone e monopattino a 4 ruote, ma ora sta timidamente cercando di convincere suo padre e me ad acquistargli una bici ed un paio di pattini (cosa che suo il papy assolutamente rifiuta perché teme già incidenti con grattuggiata finale sull’asfalto, fratture multiple ecc… ma il pargolo ha la testa dura come mamma e fortunatamente non cede!

Per non cadere nel consumismo più sfrenato comunque e per far ripassare al pargolo un po’ di concetti di base, ci siamo dedicati anche a cercare alcuni giochi che stimolassero abilità e creatività.

Ecco quindi apparire quasi “magicamente” in casa un contenitore con ben tre scatole di costruzioni  mescolate all’interno.

LegoPer aiutarci con la creazione di nuovi modelli di navi spaziali ed oggetti vari ci aiutiamo con le app android apposite tipo: Lego car examples o Lego mini figures

Per ripassare i numeri ecco una bella scatola di dadoni colorati con cui cimentarsi in interminabili partite con mamma a chi ottiene il numero più alto

Dadi

Infine – ultimo ma non meno importante – un set di piattini e posate colorate per dare un po’ di allegria a pranzo e cena (questi ultimi due pezzi però sono stati comprati da un noto marchio svedese ovviamente)

Piatti

Ora siamo circondati dal colore! 😉

Pap test positivo ed intervento

Sala operatoria

Nove giorni fa mi sono sottoposta alla leep ( o se non vi gusta l’inglese, all’intervento con l’ ansa diatermica).

Da dicembre-gennaio avevo delle irregolarità nel pap test e lo stavo ripetendo ogni 6 mesi, anziché una volta l’anno.

A fine luglio dopo 4 giorni dall’esecuzione dell’esame ricevo una telefonata del mio ginecologo che mi chiede di prenotare alla svelta l’intervento.

Vado in panico ma uno o due giorni dopo riesco a farmi inserire in lista per l’8 agosto. Giusto una settimana prima della leep vado in ospedale una prima volta per le analisi del sangue pre operazione.

Mentre attendo di andare a fare il day hospital mi arriva a casa il risultato del pap test: CIN 1 e quindi positivo…

Ho avuto un’ora buona di panico in cui ridevo e piangevo insieme anche perché sono sempre stata terrorizzata dagli ospedali e dalle operazioni più o meno importanti: la leep per il CIN 1 comunque viene effettuata in anestesia locale ed all’ora di pranzo ero già in uscita. Anche il fatto di avere un’anomalia cellulare (anche se di basso grado) mi spaventava moltissimo.

La paura comunque è stata una spinta molto forte ad operarmi il prima possibile per eliminare si spera il problema una volta per tutte.

A questo punto mi sembra doveroso l’invito di sottoporci sempre tutte al PAP test una volta all’anno e segnalare al ginecologo se sentiamo che qualcosa non va!

Le cose che mi ha insegnato mio figlio

Ad essere fiera di lui

Ho imparato che non è una diagnosi, come medici ed insegnanti tendono a sottolineare quotidianamente, ma semplicemente un bambino, anche un po’ discolo se vogliamo! 😉

 

A gioire per ogni singolo progresso

Non do mai nulla per scontato, molte tappe arrivano da sole e per altre ci vuole un aiutino, ma mi sento contenta anche solo quando prova ad abbozzare le prime letterine dell’alfabeto con carta e penna o quando prova a sollevare entrambi i piedi andando in monopattino.

A non arrendermi mai

Quante volte tutti noi ci siamo sentiti dire che sarebbe stato difficile avere più ore di sostegno, o trovare un terapista valido oppure una scuola decente? Parecchie vero? Qualche volta mi sento un po’ Don Chisciotte contro i mulini a vento, ma spesso riesco a spuntarla! C’è comunque da dire, per amore di verità, che ho un caratteraccio!

La resilienza

intesa come

“capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. E’ la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità che la vita offre, senza perdere la propria umanità” [cit. Wikipedia]

Anche solo per tentare l’idoneità all’adozione internazionale, per esempio, ho dovuto non solo affrontare le mie stanze buie, ma anche spolverarle, imbiancarle ed arredarle con mobili di design insieme al papy del raggio

A non prendermela troppo per i momenti no

 In questi ultimi anni mi sarà capitato già mille volte: le maestre che dicono che il pargolo è ingestibile, il dolce infante che in autobus o
al centro commerciale urla a squarciagola che la tal signora ha un neo enorme in faccia o la gobba sulla schiena… L’arrivare stanchissima a casa col pargolo che è capriccioso ed annoiato… Il cercare di immaginarsi come sarà tra 10 anni e il tentare di capire se questi sintomi si attenueranno o rimarranno identici.

Sto cercando di capire quando posso trovare una soluzione utile ed invece quando devo solo lasciarmi tutto alle spalle.

La disabilità (come qualunque altra diversità) tira fuori il peggio delle persone

La nostra società è ancora troppo immatura per accettare ed integrare chiunque si stacchi dalla massa. Ma siamo sicuri che la diversità non faccia rima con creatività, spontaneità, ma sopratutto con carità? Ed un pizzico d’amore?