Riflessioni mammesche

Da qualche tempo mi capita di ripensare a questi quasi 3 anni, da quando cioè è nato il pargolo.
Ripenso a tutte le ansie che abbiamo avuto, a tutte le gioie e tutti i dolori, ai consigli che abbiamo cercato di dispensare (richiesti e non) a tutte le altre coppie che si sono trovate nella nostra stessa situazione.

La domanda che si fanno tutte le coppie con un bambino a cui viene diagnosticata ACC (durante l’eco morfologica o più avanti nella gravidanza è:
avrà una vita felice?
Anche quando nasce un bambino sano nessuno può dire a priori se avrà una vita ricca, felice e piena oppure no. Una piccolissima parte sta a noi, nell’amore che potremo dargli e nella fatica forse leggermente maggiore che ci sarà richiesta come genitori, ma per tutto il resto nulla è già scritto.

La domanda successiva è:
avrà qualche altra malformazione oltre all’agenesia?
In questo caso credo sia doveroso sottoporsi almeno ad un’ amniocentesi (anche se purtroppo, come tutte noi ben sappiamo, è un esame parecchio invasivo) ed a una risonanza. E volendo, ci si può sottoporre ad una seconda ecografia morfologica.

Infine la domanda più importante, quella che tutte ci siamo poste: sarà asintomatico?
L’agenesia purtroppo abbraccia diversi casi dall’asintomatico al sintomatico.
Ci sono persone che scoprono di avere l’ACC a 50 anni e più dopo essersi sottoposti ad una tac in seguito ad una caduta o ad un ictus e bambini a cui viene diagnosticata a pochi mesi di vita perché a 5 mesi non reggono ancora il capo.
Questa malformazione è ancora poco conosciuta e nessun medico si azzarda, secondo me, a fare delle ipotesi che in un momento successivo possono rivelarsi completamente errate.

La verità è che nella maggior parte dei casi, questa malformazione non si nota o almeno non subito.
Spesso, un bambino con l’agenesia del corpo calloso, può essere scambiato per un bambino normodotato.
Magari parla un po’ meno dei coetanei o è un po’ più lento, ma le forme asintomatiche o con pochissimi sintomi sono credo quasi indistinguibili dalla normalità.

“Grazie” all’ACC  mio marito ed io abbiamo imparato a goderci i progressi di nostro figlio.
I primi passi, le prime parole, le prime pappe da solo… tutte cose che hanno sprigionato in noi una felicità incontenibile, come se invece che imparare a fare i primi passi avesse imparato a spiccare il volo! (Ed in un certo senso è veramente così!)

Influenze e omeopatia

Oggi M. è andato coi nonni a fare una visita omeopatica.
Da qualche tempo stavo infatti cercando un rimedio per rafforzare un pochino il suo sistema immunitario, indebolito da 3 mesi di nido. Cercavo però un’alternativa agli antibiotici.
Spero veramente che, queste “palline” e le gocce che devo somministrargli da ora in poi, possano evitargli TUTTE le forme influenzali che girano nella sua classe.
Certo che un clima più mite non mi dispiacerebbe.
Sono fuori io o gli altri anni in questo periodo dell’anno gli alberi stavano già mettendo le foglie nuove?
Quest’anno invece sembra tutto ancora bloccato nel freddo dell’inverno.

Scarpine

Le scarpe: tasto dolente da quando è nato M. .
Sino a un anno di vita quasi, non c’è stato verso di fargli indossare un qualunque modello, sia sportivo che da ginnastica.
In casa, almeno sino ai due anni, ha sempre preferito le calze con le gommine sotto ad un qualunque tipo di ciabattina. Ora “tollera” sandaletti molto aperti ,sia in ambito casalingo che al nido.
Dopo essermi interrogata sui motivi della sua insofferenza alle calzature (ho sbagliato a non forzarlo già da piccolissimo, gli stringono, gli tengono troppo caldo/freddo ecc…) ed essermi arresa all’evidenza che per imparare a camminare avrebbe avuto bisogno di una scarpina rigida che gli sostenesse le caviglie, ho iniziato col maritino a sbizzarrirmi nell’acquisto dei vari modelli.
Prima quelle per aiutarlo nei primi passi, poi un po’ più da grandi ed infine da ginnastica o scarponcini.
In questi ultimi mesi mi sono resa conto che un paio non gli dura più di 2 mesi circa. O si consumano a velocità supersonica o una bel mattino mentre siamo ai blocchi di partenza per correre al nido mi accorgo che ha gli alluci che minacciano di uscirgli dalle punte della scarpina!
L’altro ieri col papy ci siamo lanciati in un giro di acquisti ma sbagliando clamorosamente il periodo.
Perchè vi starete chiedendo?
Per I SALDI.
Avremo girato quattro o cinque negozi: uno non aveva il numero, l’altro il modello, l’altro ancora stava già esponendo modelli quasi estivi. Tenete conto che per domani ad esempio c’è allerta meteo 1 per neve qui in città.
Un negozio in particolare voleva venderci un paio di scarpe bianco accecante (che col 29 di piede non è il massimo, si noterebbero solo i piedi giganti del mio amorino!) che erano talmente rigide che per un attimo ho temuto fossero finte, tipo quelle delle bambole!
Alla fine, più per stanchezza che per convinzione, col papy abbiamo ripiegato su un modello di una nota marca che penso spariranno il giorno stesso in cui varcherà la porta del nido calzandole ai piedi.