Senza parole

Il raggio ha un angelo in più che lo guarda dal cielo.
Due giorni fa ha perso il nonno.
In questa foto stavamo andando a trovarlo prima che si aggravasse.
Il cancro ha mietuto un’altra vittima.
Aveva 70 anni ed un po’ di vita l’aveva vissuta. Ok.
Abbiamo cercato di fargli sentire il nostro affetto sino all’ultimo. Ok.
Ma fa comunque molto male perché sino all’ultimo c’era la speranza di riuscire almeno a fermare la malattia.
Approfitto di Raggio di sole per ringraziare l’Ist di Genova e la Gigi Ghirotti Onlus per la professionalità, la cortesia e l’umanità che hanno dimostrato.
Ciao papà.

Il raggio monello

Sono settimane che non aggiorno il blog, ma siamo tutti “reduci” in famiglia da 2 episodi di laringospasmo del bambino: uno molto brutto in cui abbiamo rischiato il ricovero in ospedale.
Il raggio va all’asilo da 4 settimane ormai: qualche giorno fa suo papà ed io ci siamo accorti che questo lasso di tempo è bastato per farlo conoscere a TUTTO l’asilo.
Da qualche giorno, quando il papy ed io andiamo a prenderlo le maestre ci aspettano sulla porta della classe e (ahinoi) ci snocciolano tutte le bravate del nostro caro pargoletto.
Prima di tutto, a nostra discolpa, c’è da dire che il raggio è uno dei pochi bimbi della sua sezione che dice “grazie, per favore, permesso, ti prego ecc…”, ma è anche uno dei più scatenati!
In quest’ultima settimana ha iniziato a scappare in corridoio ogni volta che le maestre si distraggono, di conseguenza ora viene “placcato” da tutte e 3 quando si avvicina alla porta che si affaccia sul corridoio per non farlo uscire di nascosto.
Altro episodio: quando i bambini sono un po’ tristi perché mancano loro i genitori, le educatrici fingono di chiamare il papà o la mamma al telefono e riferiscono ai bimbi che i genitori stanno arrivando a prenderli. Questo calma TUTTI i compagni del raggio, ma naturalmente non il raggio.
Giorni fa, dopo l’ennesimo “Papà ha detto che arriva”, il pargolo ha ordinato alla maestra: “Passamelo che ci voglio parlare”.
Panico.
Alla fine è stata costretta a chiamare suo marito e dirgli di fingere di essere il padre del suo alunno!!
Stupore generale per il fatto che è l’unico della sua classe che parla effettivamente al telefono.
Suo papà ed io gli stiamo trasmettendo senza volere (oppure sì?) la nostra fissazione per la tecnologia!
Ultimo episodio (per ora, per fortuna): il raggio a pranzo nella mensa.
La maestra : “Bambini facciamo un po’ di silenzio”.
Il raggio: “Sì, brava, comincia tu”.
Suo papà ed io dovremo lasciarlo in punizione sino alla maggiore età per convincerlo a comportarsi come un bambino bravo ed educato, ma – lasciatemelo dire – quando la maestra mi racconta queste scenette faccio la faccia costernata, ma in realtà rido sotto i baffi.
Lo so, lo so… non sarò mamma dell’anno 2011 (e neanche 2010, 2009, 2008, 2007 e via dicendo).

Fare la spesa con un figlio "esploratore"

Molti di voi sapranno di sicuro di cosa sto parlando: mentre cercate in tutte le tasche il foglietto dove avete scritto cosa comprare, il vostro amato pargolo scappa per tutto il supermercato – spesso lanciando urletti di gioia alla vista di tutti i corridoi strapieni di oggetti sconosciuti e colorati – mentre le persone intorno vi lanciano sguardi costernati e di rimprovero.
Alla fine degli acquisti vi accorgete inesorabilmente che avete preso e buttato nel carrello quello che ad occhio vi sembrava mancasse a casa, ma vi siete clamorosamente dimenticati quasi tutto quello che avevate scritto nella lista.
Benvenuti nel club allora!
Confesso che c’è stato un periodo in cui guardavo tra con ammirazione ed una punta d’invidia le altre mamme col pupo seduto nel seggiolino del carrello chiedendomi come ci fossero riuscite: ipnosi, camomilla ecc…
Scherzi a parte, facendo una croce sopra al mio sogno di un bambino tranquillo e silenzioso, sono riuscita con il papy del raggio a contenere la sua joie de vivre (che in altri momenti apprezzo tantissimo) almeno sino al parcheggio del super.
E’ semplice (almeno nel nostro caso): la piccola belva va coinvolta negli acquisti perché sennò si annoia ed inizia a “fuggire”.
Noi ad esempio diciamo al raggio che essendo vecchi (in realtà non abbiamo neanche 35 anni!) non ce la facciamo a riempire il carrello e gli porgiamo gli oggetti da acquistare pregandolo di darci una mano a sistemarli. Naturalmente lo facciamo provare solo con cose robuste (non uova, bicchieri ecc… perché sennò … BAM! Tutto spaccato…).
Oppure lo portiamo in una catena di supermercati qui da noi dove è possibile farsi la spesa da soli con un piccolo lettore di codici a barre e consegnarlo infine alla cassa pagando il dovuto. Chi passa tutti i codici a barre della spesa?
Ma il raggio naturalmente!
Una pecca di questo sistema per coinvolgere il pargolo è che dovete avere parecchio tempo a disposizione e purtroppo in una famiglia non sempre è possibile fare acquisti seguendo i ritmi del bimbo…