Sui progressi e le letterine

Capodanno è passato ed a breve il raggio rientrerà in asilo.
In questi giorni abbiamo disegnato (un po’ di tutto, casette, omini, barchette ecc… il papy ed io tracciamo delle figure che poi il pargolo cerca di ricopiare), ballato (tipo sirtaki, sempre più veloce finché cerchiamo ridendo di non piombare in terra come due sacchi di patate!), giocato (Babbo Natale quest’anno non si è risparmiato!) e tentato di assimilare qualche letterina.
Da qualche mese infatti la belvetta a volte mi domanda “Cosa c’è scritto?” chiedendomi di leggergli scritte sui muri, sulle vetrine e sui libri sia a casa che fuori.
Quindi pian piano ho deciso di provare per gioco quando il bimbo se la sente a scrivergli su un foglio bianco con nonchalance qualche parolina semplice semplice come mamma, papà, nanna ecc…
Dopotutto, se vuol provare a leggere qualche parolina perché tarpargli le ali?
Prossimamente vi dirò come prosegue questo “esperimento”.

Senza parole

Il raggio ha un angelo in più che lo guarda dal cielo.
Due giorni fa ha perso il nonno.
In questa foto stavamo andando a trovarlo prima che si aggravasse.
Il cancro ha mietuto un’altra vittima.
Aveva 70 anni ed un po’ di vita l’aveva vissuta. Ok.
Abbiamo cercato di fargli sentire il nostro affetto sino all’ultimo. Ok.
Ma fa comunque molto male perché sino all’ultimo c’era la speranza di riuscire almeno a fermare la malattia.
Approfitto di Raggio di sole per ringraziare l’Ist di Genova e la Gigi Ghirotti Onlus per la professionalità, la cortesia e l’umanità che hanno dimostrato.
Ciao papà.

Il raggio monello

Sono settimane che non aggiorno il blog, ma siamo tutti “reduci” in famiglia da 2 episodi di laringospasmo del bambino: uno molto brutto in cui abbiamo rischiato il ricovero in ospedale.
Il raggio va all’asilo da 4 settimane ormai: qualche giorno fa suo papà ed io ci siamo accorti che questo lasso di tempo è bastato per farlo conoscere a TUTTO l’asilo.
Da qualche giorno, quando il papy ed io andiamo a prenderlo le maestre ci aspettano sulla porta della classe e (ahinoi) ci snocciolano tutte le bravate del nostro caro pargoletto.
Prima di tutto, a nostra discolpa, c’è da dire che il raggio è uno dei pochi bimbi della sua sezione che dice “grazie, per favore, permesso, ti prego ecc…”, ma è anche uno dei più scatenati!
In quest’ultima settimana ha iniziato a scappare in corridoio ogni volta che le maestre si distraggono, di conseguenza ora viene “placcato” da tutte e 3 quando si avvicina alla porta che si affaccia sul corridoio per non farlo uscire di nascosto.
Altro episodio: quando i bambini sono un po’ tristi perché mancano loro i genitori, le educatrici fingono di chiamare il papà o la mamma al telefono e riferiscono ai bimbi che i genitori stanno arrivando a prenderli. Questo calma TUTTI i compagni del raggio, ma naturalmente non il raggio.
Giorni fa, dopo l’ennesimo “Papà ha detto che arriva”, il pargolo ha ordinato alla maestra: “Passamelo che ci voglio parlare”.
Panico.
Alla fine è stata costretta a chiamare suo marito e dirgli di fingere di essere il padre del suo alunno!!
Stupore generale per il fatto che è l’unico della sua classe che parla effettivamente al telefono.
Suo papà ed io gli stiamo trasmettendo senza volere (oppure sì?) la nostra fissazione per la tecnologia!
Ultimo episodio (per ora, per fortuna): il raggio a pranzo nella mensa.
La maestra : “Bambini facciamo un po’ di silenzio”.
Il raggio: “Sì, brava, comincia tu”.
Suo papà ed io dovremo lasciarlo in punizione sino alla maggiore età per convincerlo a comportarsi come un bambino bravo ed educato, ma – lasciatemelo dire – quando la maestra mi racconta queste scenette faccio la faccia costernata, ma in realtà rido sotto i baffi.
Lo so, lo so… non sarò mamma dell’anno 2011 (e neanche 2010, 2009, 2008, 2007 e via dicendo).