Pasquetta alla Città dei Bambini e dei Ragazzi

Oggi abbiamo trascorso quasi tutto il pomeriggio al Porto Antico qui a Genova, alla Città dei Bambini e dei Ragazzi insieme ad un’altra coppia di amici ed alla loro bimba.
Siamo rimasti quasi tutto il tempo nello spazio 3-5 anni, dove si può simulare con gli altri bambini come costruire una casa, si può giocare con l’acqua corrente nella vasca apposita indossando i grembiuli per non bagnarsi  (troppo), dove ci sono gli specchi concavi e convessi ed infine i touch screen per disegnare con le dita.
Abbiamo anche intravisto brevemente nello spazio 6-12 il formicaio, lo studio TV e le mega bolle di sapone.
Il raggio a fine giornata era estasiato da tutti i giochi e non voleva più andare a casa!
Ecco qualche foto, ho coperto i visi, anche quello del raggio in un caso perché, trattandosi nella maggior parte di minorenni, preferisco non esporre troppo i visini.
 Uno
Due
Tre
Quattro

Tre è il numero perfetto?

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Da qualche tempo intorno a me stanno spuntando un mucchio di pancine.
Sono di amici, colleghi e conoscenti nostri coetanei che, dopo aver avuto il primo pargolo, si stanno avventurando una seconda volta nel mondo della maternità e della paternità.
Sono felice per loro ma nello stesso tempo mi mettono in crisi perché, se da un lato da anni accarezzo anch’io l’idea di un altro pupo/pupa, dall’altro ho una paura fortissima che qualcosa non vada per il verso giusto.
Ormai poi ho quasi  36 anni (li compirò il 30 marzo), età che non è proprio perfetta per una gravidanza.
Non so inoltre se riuscirei a trovare spazio per un neonato nella mia vita attuale perché ho orari super scanditi come in una caserma e se sgarro mi sballa tutta la giornata!
Non sono mai riuscita a capire se al raggio piacerebbe un fratellino/sorellina, ma in questo periodo per esempio non credo perché siamo in love (mi segue dappertutto e mi abbraccia, manda bacini…) ed è molto geloso di me.
Credo che continuerò a guardare con mezzo sorriso e mezza lacrimuccia i passeggini ed i fiocchi nascita al centro commerciale, cercando di auto convincermi che “no, non voglio ricominciare, i neonati sono impegnativi, ho appena ripreso spazio per noi come coppia (come se con i nonni che tengono il pargolo solo quando lavoriamo durante la settimana fosse facile trovare spazio di coppia), ho buttato via vestitini e passeggini ed ormai dovrei ricomprare tutto ecc“.
Credici Anna, credici.

Siamo giovani (dentro)

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… ed allora rovesciatevi, avrebbe detto scherzando mio padre buonanima!

Ebbene sì, lo confesso: in queste feste mi sono dedicata al relax più totale.

Ho cucinato torte, ho giocato col pargolo, ho fatto (alternandomi con  mio marito) delle lunghissime sedute di gabinetto che quasi sempre interrompevano la cena appena iniziata o la scena culminante di un film (“Mamma, mi scappa la cacca” con l’espressione che aveva il gatto con gli stivali nel primo cartone di Shrek)

e  – incredibile – sono riuscita a vedere il fondo della cesta del bucato!

Mi sento tutto sommato un po’ più frollata di quando avevo vent’anni, chiaramente, ma cerco sempre di mantenere il ritmo della vita di tutti i giorni.

A Natale e ieri sera, però, ho avuto qualche lievissimo dubbio su come la mia età è percepita di chi mi circonda.

La sera del 24 dicembre, tra una portata e l’altra della tradizionale e luculliana cena di mia suocera, avvio la connessione sul tablet (ho la connessione flat illimitata anche sul cellulare oltre che in casa) e sbircio i messaggi degli amici sulla mia bacheca di Facebook.
Dopo qualche secondo arrivano i miei nipoti, anche loro “in astinenza” temporanea dal social network e mi chiedono se posso far log out dal mio profilo per permettere loro di entrare col loro nome e postare sulla propria bacheca. Accetto, ed il tablet scompare temporaneamente risucchiato in un vortice di dita che postano aggiornamenti di stato a raffica.
Passata circa un’ora e riavuto il telefono i miei nipoti si rendono conto che sono la zia che ha solo pochi anni meno delle loro mamme e – rendendosi conto  che ho FB e lo uso anche parecchio –  con gli occhi sgranati mi domandano: “Ma zia, hai FB?”
Io: “Si ragazzi”
Nipoti: “Ma perché?
Io: “… Ehm… Per sentirmi con gli amici, per giocare online (ebbene sì sono una di quelli che vi tempesta con Farmville, Cityville, ecc…)
Nipoti: “Davvero?”
Io “…”

Ieri sera stessa scena con il ragazzo che ci porta le pizze (e che ha circa l’età dei nostri nipoti) da circa 6 anni a questa parte: ha scattato una foto al gatto bellissimo di una mia vicina che andava a zonzo nelle scale del caseggiato (il nostro palazzo ha solo 12 porte, quindi è molto piccolo così il gatto ci “conosce” tutti).
Mio marito ha chiesto scherzosamente al portapizze se aveva intenzione di postare l’immagine del micio su FB.
Ed il ragazzo per tutta risposta, con lo sguardo stupito che ormai conosciamo bene, ha esclamato: “Ma perché, voi siete iscritti a FB?
Sottinteso: alla vostra età? 🙂

È un po’ come se pensassero che ci siamo iscritti casualmente, per errore, cercando un sito di occhiali bifocali, di tailleur di lana spessa o di adesivi per dentiere 😉
Scherzi a parte: sì ragazzi, mio marito ed io abbiamo i primi capelli bianchi che stanno spuntando tra quelli castani ma ci piace tenerci aggiornati. A questo proposito domani la mia dolce metà inizierà a frequentare un corso di java: personalmente avrei voluto tentare di seguire invece quello di html ma ho troppi impegni e casini.
Meglio però che i nostri nipoti continuino a crederci la solita coppia di zii, un po’ rinco e allergici alla tecnologia. Almeno potremo stupirli al prossimo Natale!

Con mio marito capiremo di essere invecchiati (nello spirito) quando ci sorprenderemo a dire: “Siamo troppo vecchi per queste s*******e”.