Pomeriggio al parco giochi

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Oggi pomeriggio, grazie soprattutto alla temperatura estiva straordinariamente calda, ho accompagnato il raggio al parchetto per la prima uscita della stagione per giocare all’aperto.
Sono state due orette intense, vissute pericolosamente dal pargolo che cambiava gioco in continuazione.
Confesso di aver un pochino invidiato le altre mamme che stavano sedute sulle panchine ombreggiate dagli alberi che riuscivano a gestire i figli con qualche parolina ed un’occhiata di tanto in tanto.
L’iperattività del raggio è un po’ complicata da gestire: corre in tutte le direzioni, spinge gli altri bambini e si butta nei giochi senza pensare un secondo alle possibili conseguenze.
Praticamente lui gioca e si diverte da pazzi ed io mi scuso/discuto animatamente (dipende dalle persone che trovo di volta in volta) con i genitori dei bimbi che ha buttato giù come birilli correndo sulle scalette dello scivolo o a cui ha preso la palla.
I primi tempi mi sentivo parecchio in imbarazzo per questi atteggiamenti di mio figlio, poi ho attraversato la fase delle punizioni… oggi mi limito a qualche (mezzo) grido (si fa per dire… con la laringite cronica ho sempre la voce bassa e simil-raffreddata) e minaccio di tornare subito a casa: la paura di rientrare immediatamente fa sì che si controlli un pochino di più.
Quest’anno (forse) tenterò il grande passo e proverò ad andare in spiaggia con il bambino mezza giornata: gli anni scorsi tenerlo fermo anche solo due ore sotto l’ombrellone era un vero e proprio delirio!!
Che dire: è stancante, ma ne vale la pena insistere, vedendo le sue guanciotte paffute rosse di felicità sino all’ora di andare a nanna ed anche oltre!!

Pasquetta alla Città dei Bambini e dei Ragazzi

Oggi abbiamo trascorso quasi tutto il pomeriggio al Porto Antico qui a Genova, alla Città dei Bambini e dei Ragazzi insieme ad un’altra coppia di amici ed alla loro bimba.
Siamo rimasti quasi tutto il tempo nello spazio 3-5 anni, dove si può simulare con gli altri bambini come costruire una casa, si può giocare con l’acqua corrente nella vasca apposita indossando i grembiuli per non bagnarsi  (troppo), dove ci sono gli specchi concavi e convessi ed infine i touch screen per disegnare con le dita.
Abbiamo anche intravisto brevemente nello spazio 6-12 il formicaio, lo studio TV e le mega bolle di sapone.
Il raggio a fine giornata era estasiato da tutti i giochi e non voleva più andare a casa!
Ecco qualche foto, ho coperto i visi, anche quello del raggio in un caso perché, trattandosi nella maggior parte di minorenni, preferisco non esporre troppo i visini.
 Uno
Due
Tre
Quattro

Tre è il numero perfetto?

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Da qualche tempo intorno a me stanno spuntando un mucchio di pancine.
Sono di amici, colleghi e conoscenti nostri coetanei che, dopo aver avuto il primo pargolo, si stanno avventurando una seconda volta nel mondo della maternità e della paternità.
Sono felice per loro ma nello stesso tempo mi mettono in crisi perché, se da un lato da anni accarezzo anch’io l’idea di un altro pupo/pupa, dall’altro ho una paura fortissima che qualcosa non vada per il verso giusto.
Ormai poi ho quasi  36 anni (li compirò il 30 marzo), età che non è proprio perfetta per una gravidanza.
Non so inoltre se riuscirei a trovare spazio per un neonato nella mia vita attuale perché ho orari super scanditi come in una caserma e se sgarro mi sballa tutta la giornata!
Non sono mai riuscita a capire se al raggio piacerebbe un fratellino/sorellina, ma in questo periodo per esempio non credo perché siamo in love (mi segue dappertutto e mi abbraccia, manda bacini…) ed è molto geloso di me.
Credo che continuerò a guardare con mezzo sorriso e mezza lacrimuccia i passeggini ed i fiocchi nascita al centro commerciale, cercando di auto convincermi che “no, non voglio ricominciare, i neonati sono impegnativi, ho appena ripreso spazio per noi come coppia (come se con i nonni che tengono il pargolo solo quando lavoriamo durante la settimana fosse facile trovare spazio di coppia), ho buttato via vestitini e passeggini ed ormai dovrei ricomprare tutto ecc“.
Credici Anna, credici.