Buone Feste!

renna
Eccomi in ritardo ad aggiornare il blog, ma quest’anno ho preferito dare la precedenza alle varie feste natalizie col raggio.
Abbiamo “aperto le danze” con la classica cena del 24 sera dai suoceri che ormai per noi è una tradizione di famiglia.
Il 25 siamo invece stati ospitati da mia mamma. Il pargolo ci ha chiesto di dormire dalla nonna salvo poi far telefonare da mia mamma a noi genitori alle 23 per chiedere di essere riportato a casa (è quasi sempre con noi quando non è all’asilo, di notte non ha quasi mai dormito fuori e quindi è andato un pochino in panico).
Oggi a pranzo di nuovo festa tutti insieme ai cognati e nipoti dai miei suoceri.
Questo Natale il raggio è riuscito ad arrivare alle 23 della vigilia senza crollare (anche se era parecchio stanco) e ad aprire i regali col cugino più grandicello (gli altri ormai hanno quasi tutti vent’anni ed hanno ricevuto le bustine con i soldini).
Ha deciso anche magicamente di sperimentare nuovi sapori ed ha assaggiato la mozzarella in carrozza ed i baci di dama della zia di mio marito (normalmente rifiuta cibi più duri di una certa consistenza).
Ero così contenta che stasera mi sono cimentata anch’io ed ho sfornato tre teglie di baci!
baci
Con la foto dei bacetti per il pargolo per ora vi lascio, sperando di fare in tempo a scrivere almeno un post prima di Capodanno!

Scegliendo le primarie


school-bus
Non quelle del PD, ma la scuola per il pargolo.
A partire dalla prossima settimana infatti, con mio marito ci dedicheremo a visitare le scuole primarie “papabili” dove poter iscrivere il raggio.
Qualche giorno fa è venuto in asilo un funzionario della scuola elementare confinante per descrivere le varie attività offerte.
Oltre a valutare la distanza da casa, gli orari e le attività di studio ed eventualmente sportive cerchiamo una scuola che possa essere a misura di bambino “imperfetto”, imperfetto per gli altri ovviamente, non per noi che lo amiamo con una forza tale che non avremmo mai immaginato di poter provare.
Cerchiamo una classe tranquilla, con delle maestre pazienti, magari non tanto lontana da dove abitiamo e con un’insegnante di sostegno che abbia una preparazione minima sui problemi cognitivi e comportamentali conseguenti ad una malformazione cerebrale.
Mission impossible, insomma.
Il raggio presenta alcuni sintomi simil ADHD ed altri causati dall’ACC.
L’anno scorso credo di aver rischiato seriamente la gastrite per le uscite dalla classe, che non mi hanno mai trovata molto d’accordo, ma che secondo le maestre servono al bambino per calmarsi e fare attività con la maestra di sostegno e con un gruppetto di compagni. E’ tutto perfettamente legale, basta scriverlo nel PEI come viene anche fatto nel nostro caso, come ha per esempio citato qui Carmelo di Bianco sul nero.
Non viene chiesto nulla ai genitori, basta siano in accordo insegnanti di classe e d’appoggio.
Vogliamo anche parlare di come a molti amici con figli speciali di pochi anni più grandi del nostro sia stato proposto il CSE (la scuola speciale o centro diurno o come vogliamo chiamarlo insomma…)?
Capirete quindi perché la scelta toglie il sonno a me e mio marito!
Siamo molto lontani dalle linee guida dell’integrazione dei ragazzi disabili purtroppo…

Adottare?

panorama
Ed ecco una foto del nostro week end a Genova…
Ovviamente scherzo, noi a Genova ci viviamo e ci siamo nati, questa è solo una parte di panorama (a ponente) che si vede dall’undicesimo piano della torre A della Regione Liguria. Ma come e perchè ci siamo arrivati?
Lo scorso week end con il marito abbiamo partecipato al corso organizzato da ASL e Regione per gli aspiranti genitori adottivi.
Ebbene sì: se leggete questo post e quest’altro apparirà piuttosto chiaro che sono anni che ormai siamo indecisi se allargare o meno la famiglia, forse ormai troppi e così abbiamo deciso insieme di intraprendere questo cammino.
Non è un ripiego: potrei tranquillamente avere altri figli, ma ormai avrebbero 6 anni di differenza col raggio .
Nell’estate 2011 siamo andati col consorte a richiedere la lista dei documenti da presentare al tribunale dei minori e poi ci abbiamo riflettuto sopra un anno.
Volevamo capire se ci sentivamo pronti a “metterci a nudo” ed ora abbiamo deciso di lanciarci.
Pur sapendo che, se riusciremo ad arrivare in fondo, troveremo bambini traumatizzati, maltrattati, feriti… mi ritrovo spesso a sognare ad occhi aperti la casa con il raggio ed un fratellino (oppure -one?) che giocano. L’idea è più quella di un pargolo che adotti noi 3 franati, insomma un venirsi incontro a metà strada. Sogno un bambino grandicello, anche se avrà molte ferite da sanare ed una storia difficile alle spalle. Sento che abbiamo molto amore ancora da dare, che spero sia abbastanza per 4 oltre che per 3.
Sono sdolcinata da far venire il diabete, ma ora giuro smetto e torno coi piedi per terra.
Ho la stessa sensazione di quando si aspetta di leggere il test e si spera sia positivo, solo che questa durerà anni (nel migliore dei casi) e “nascerà” un pargolo che avrà più o meno l’età per andare alle elementari.
Un abbraccio a tutti.