Spannolinamento

(Traduzione: sono sopravvissuto allo spannolinamento, ma la mamma sta ancora recuperando)
Ok, parliamo di spannolinamento.
Premetto che da qualche mese ero in panico perché percepivo che la data per togliere il pannolino al raggio era ormai prossima se volevo tentare di farlo entro i suoi 3 anni, ma avevo un’ansia molto forte di non farcela.
Dopo i primi tentativi, di cui ho parlato qui, ora finalmente il mio pigrissimo principino ha deciso che vale la pena di usare il WC.
Non sono mai riuscita comunque a fargli utilizzare il vasino: siamo passati dal pannolino alla tazza, direttamente.
Siamo partiti in quarta, pur avendo il parere contrario delle educatrici del nido e del terapista.
Dopo i primi piccoli incidenti in cui il pargolo non ci avvisava  che gli scappava e noi sbagliavamo i ritmi per metterlo sul riduttore, ora siamo arrivati a fare la plin plin sul WC.
Per le cosine più “solide” dobbiamo lavorare ancora un pochino.
In compenso per il resto ci avvisa quando deve andare o quando invece  è sul punto di fare un laghetto all’ultimo minuto di resistenza.
Come ci siamo riusciti?
Ad un certo punto mi sono imposta di non farmi prendere dall’ansia: se non fosse riuscito ora, magari ci sarebbe arrivato quest’inverno o la prossima estate.
Pur non forzandolo a stare sul WC, con mio marito abbiamo sempre continuato a ripetergli con discrezione se volesse tentare di andare alla toilette.
Entrambi  abbiamo scelto dopo svariati acquisti infelici un riduttore imbottito, comodo, con le maniglie ai lati per far sentire il bimbo più stabile quando è seduto.
Nel mentre stiamo seduti accanto ai lui e non gli facciamo mai mancare libriccini e giochini vari.
Quando il raggio infine dice che ha finito, con mio marito iniziamo a lodarlo ed a sottolineare quanto sia bravo.
Certo: non è una passeggiata ma neanche così terribile, come credevo all’inizio!

Primi libriccini mirati e prime sedute sul WC.

Questa settimana siamo riusciti a portare il raggio al nido

uscendone quasi indenni sembra, solo un po’ di tosse fastidiosetta.
Approfittando quindi dei momenti liberi in cui il pargolo è all’asilo, sono riuscita col marito a comprargli dei libriccini per imparare nuove paroline e – perchè no – per abituarlo anche all’idea di essere spannolinato a breve.
Il primo libro che abbiamo acquistato si chiama Il vasino di Andrea.
E’ molto carino, secondo me. La sagoma del bambino è legata ad una fettuccia. In ogni pagina c’è uno spazio per collocare appunto il bimbo nelle diverse situazioni, sino all’ultima pagina in cui va seduto sul vasino.

Altro libro acquistato è stato Il mio primo libro dei colori.

 
Ci è piaciuto perché le illustrazioni sono molto chiare: per ogni colore c’è un’immagine TUTTA di quel colore, molto utile affinché il bambino non si confonda tra un colore e l’altro.
Questo libro potrebbe essere utile per chi ha un bimbo con ACC come noi e deve insegnargli i colori, come scritto nel post di Sandie tradotto sull’imparare i colori.
Stiamo infine facendo le prime prove sul WC, per ora quasi sempre per finta (ma almeno è già un inizio), di plin plin e pupù, tanto per abituare il pupo alla nuova routine.
Speriamo che arrivi il caldo a breve, almeno gli compro degli slippini carini, glieli metto e mi lancio all’avventura (aiuto!).

Le tappe

 

Oggi pomeriggio siamo stati al parco giochi sotto casa: mi piace perchè è piccolo, immerso nel verde e curato da anziani volontari che lo tengono in ordine.
I primi tempi, anche se ero eccitata all’idea di far giocare M. con i suoi coetanei, ricordo che mi capitava di fare confronti con gli altri bimbi e di temere un po’ la lentezza – in alcune cose – del mio.
M. ha un’agenesia lievemente sintomatica.
Questo fa sì che io mi domandi spesso quando mio figlio fa qualcosa, se è il suo normale sviluppo dell’età o se è a causa dell’agenesia.
Un esempio su tutti le zuccate per fare i capricci: ho temuto spesso fosse un atteggiamento patologico finché non ho visto tanti piccoli piangere e urlare e dare capocciate per terra o nei muri.
Chiaccherando con le altre mamme riesco a mettere tutto nella giusta prospettiva.
Le prime avvisaglie della non asintomaticità si sono manifestate a 5 mesi: M. non riusciva ancora a reggere la testa (tappa di crescita che si raggiunge solitamente entro i 3 mesi circa). In seguito è riuscito a raggiungere la posizione seduta a 8 mesi (anziché 6), ma infine ci ha stupiti positivamente camminando nei tempi “canonici” a 15 mesi.
Da quando aveva 5 mesi e mezzo facciamo psicomotricità tutte le settimane: prima due volte, ora una sola volta a settimana. Al massimo entro l’anno prossimo dovremmo essere presi in carico da un psicomotricista vero e proprio, al posto della fisioterapista che ci segue ora.
In questi mesi ci è stato spesso consigliato l’asilo nido, ma alla fine non ce la siamo sentita ne mio marito ne io, forse siamo troppo all’antica… anche se certamente riconosco i benefici per mio figlio di giocare tutti i giorni o quasi coi suoi nuovi amichetti.
Oggi un papà mi ha confessato di essere molto apprensivo con sua figlia di pochi mesi e per un po’ ho avuto la tentazione di rispondergli che non lo sarebbe mai stato quanto me.
All’inizio ho completamente sbagliato atteggiamento con M. perchè mi facevo influenzare troppo dal bla bla dei medici. Cercavo di proteggerlo da tutto, come se a contatto con l’aria ed il sole rischiasse di infrangersi…
La cosa più importante per lui invece è di sapersi e sentirsi amato e di essere lasciato libero di sfogare la sua vivacità, senza timore che si rompa.
Certo, qualche volta fa dei capitomboli che a me vengono i capelli bianchi in testa ma è normale. E’ incredibile come possa essere labile il confine tra la cosiddetta normalità ed il leggermente differente…