Scegliendo le primarie


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Non quelle del PD, ma la scuola per il pargolo.
A partire dalla prossima settimana infatti, con mio marito ci dedicheremo a visitare le scuole primarie “papabili” dove poter iscrivere il raggio.
Qualche giorno fa è venuto in asilo un funzionario della scuola elementare confinante per descrivere le varie attività offerte.
Oltre a valutare la distanza da casa, gli orari e le attività di studio ed eventualmente sportive cerchiamo una scuola che possa essere a misura di bambino “imperfetto”, imperfetto per gli altri ovviamente, non per noi che lo amiamo con una forza tale che non avremmo mai immaginato di poter provare.
Cerchiamo una classe tranquilla, con delle maestre pazienti, magari non tanto lontana da dove abitiamo e con un’insegnante di sostegno che abbia una preparazione minima sui problemi cognitivi e comportamentali conseguenti ad una malformazione cerebrale.
Mission impossible, insomma.
Il raggio presenta alcuni sintomi simil ADHD ed altri causati dall’ACC.
L’anno scorso credo di aver rischiato seriamente la gastrite per le uscite dalla classe, che non mi hanno mai trovata molto d’accordo, ma che secondo le maestre servono al bambino per calmarsi e fare attività con la maestra di sostegno e con un gruppetto di compagni. E’ tutto perfettamente legale, basta scriverlo nel PEI come viene anche fatto nel nostro caso, come ha per esempio citato qui Carmelo di Bianco sul nero.
Non viene chiesto nulla ai genitori, basta siano in accordo insegnanti di classe e d’appoggio.
Vogliamo anche parlare di come a molti amici con figli speciali di pochi anni più grandi del nostro sia stato proposto il CSE (la scuola speciale o centro diurno o come vogliamo chiamarlo insomma…)?
Capirete quindi perché la scelta toglie il sonno a me e mio marito!
Siamo molto lontani dalle linee guida dell’integrazione dei ragazzi disabili purtroppo…

Bilanci

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Tra meno di due settimane il raggio compirà 5 anni.
E per me è sicuramente tempo di bilanci.
Ancora un anno di asilo e poi dovremo affacciarci inevitabilmente nel mondo diversissimo della scuola primaria (saremo pronti? non lo saremo? riusciremo ad avere le ore di sostegno che ci occorreranno senza andare per vie legali?).
Per ora, quello che so di sicuro è che il più grosso problema del pargolo è un’iperattività molto accentuata, insieme a varie difficoltà nelle abilità sociali.
Nonostante questo, il raggio adora stare coi bimbi, specialmente giocare e fare casino!
Da qualche settimana, oltre alle giornate in asilo a giocare, abbiamo preso il giro di trascorrere se riusciamo il mattino ed il pomeriggio dei sabato al parco giochi.
Mi sto anche informando per qualche corso in piscina (sogno qualcosa tipo acquaticità) ma  – a parte quale possa essere l’orario migliore –  sto riflettendo se sia meglio provare con altri bambini o con l’istruttore 1:1.
Chissà anche che se ci riusciremo, un po’ di sport potrebbe forse anche servire per scaricare un po’ dell’argento vivo che ha addosso 24 ore su 24!
Dal mese scorso mio marito ed io abbiamo ottenuto 25 ore di sostegno settimanali perché 12 ore solamente di sostegno non bastavano per gestire i suoi momenti di iperstimolazione. Ora il pargolo ha ben 4 maestre: due di classe e due di sostegno che si alternano perché quella che gli è stata assegnata originariamente deve seguire anche una bimba in un’altra classe.
A casa  o con il terapista infatti o nelle situazioni in cui il bambino è solo con me (mentre magari facciamo la spesa o passeggiamo) abbiamo raggiunto un ottimo equilibrio, ma alla materna l’insieme dei bambini, dei giochi, dei colori, dei disegni e delle varie attività spesso lo stancano facendolo diventare parecchio iperattivo.
Appena riesco vorrei provare a scrivere una breve guida su come richiedere la legge 104 e l’invalidità perché mi rendo conto che a me ormai (in un certo senso) sembrano passaggi piuttosto semplici, ma purtroppo non è così.

 

Influenza ok, ma non per più di cinque giorni

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Nelle scorse settimane, mentre ero incasinatissima tra la preparazione della presentazione del libro, lavoro e una delle mie cognate sotto i ferri per un’operazione piuttosto complessa (quindi senza l’aiuto di mia suocera per ovvie regioni) il raggio ha preso l’influenza.
Naturalmente, non appena la febbre e la tosse gli sono quasi del tutto passate, mio marito ha iniziato a star male ed inesorabilmente ha di nuovo contagiato il bambino.
Morale della favola: il pargolo è stato più di una settimana a casa dall’asilo.
Al settimo giorno circa mi chiama la maestra di sostegno dicendo che a mio figlio sarebbero state sospese temporaneamente sino al rientro le ore perché aveva superato 5 giorni consecutivi di assenza. In un primo momento non si capiva neanche se sarebbe stato necessario rifare tutta la procedura per farsi inviare un’altra insegnante.
Dopo diversi giorni, telefonate alla segreteria, colloqui con altre mamme che hanno figli con disabilità e ricerche su internet ho scoperto che bisogna comunicare alla segreteria della scuola se il bambino, quando è ammalato, trascorrerà più di 5 giorni a casa (a me una sfera di cristallo!!) perché sembra che trascorso quel periodo la cooperativa che fornisce le educatrici sospenda loro le ore per poi farle ripartire quando il piccolo rientra in asilo.
Per fortuna questa è stata la prima (e spero ultima influenza strong del pargolo), ma se si gli venisse di nuovo la febbre?
Cercheremo di ammalarci nel minor tempo possibile… Visto che, avendo un  handicap, a breve non avrà più diritto neanche di prendersi l’influenza.
Vorrei sentire cosa direbbero i genitori dei bambini normodotati dell’asilo, se dopo 5 giorni col pargolo a casa, ricevessero una telefonata che annuncia loro che gli tagliano temporaneamente gli insegnanti…