La nostra storia – terza parte

Iniziano quindi per noi una serie di accertamenti d’urgenza quali: l’amniocentesi e due risonanze magnetiche alla testa del mio bimbo nella pancia.
L’amniocentesi risulta perfetta, riguardo alle risonanze invece non si riesce a visualizzare bene la testolina perchè il piccolo si muove continuamente e le immagini risultano tutte sfocate.
Vorrei aprire una parentesi sull’amniocentesi. A me avevano detto di non farla perchè avevo trent’anni ed un bitest perfetto, ma dopo che è stata diagnosticata l’ACC al piccolo mi hanno chiesto perchè non l’avessi eseguita quando dovevo e non avessi chiesto esami genetici più approfonditi.
Spesso mi capita di consigliare l’amniocentesi ad amiche o colleghe incinta, non spiego mai la ragione per non spaventarle, ma naturalmente nessuno sceglie di sottoporcisi.
Insieme a mio marito abbiamo perso diverse amicizie per aver consigliato l’amnio. Spesso ci siamo sentiti rispondere che avevano già visto che era tutto ok con l’ecografia tridimensionale…
E’ stato un periodo tremendo.
Sarei stata in tempo per l’aborto terapeutico, ma da subito ho capito che non ce l’avrei fatta. Acc o no era pur sempre mio figlio!
Sono state due settimane difficilissime dovendomi opporre ad amici e parenti che erano tutti pro aborto e convincendo anche mio marito a far nascere nostro figlio.
L’ho fatto per me stessa, non per credo religioso, ma solo perchè non avrei mai potuto vivere con un rimorso del genere.
Mi è stato spiegato inoltre che un bambino con gravi problemi si muove pochissimo nel pancione, il mio bimbo invece si agitava moltissimo (durante la prima eco morfologica, con un calcio, ha spostato la sonda al dottore)!
Decido infine, una volta ufficializzata la decisione di portare avanti la gravidanza, di sottopormi ad una seconda ecografia morfologica con il mio ginecologo di fiducia.
L’esame dura più di un’ora perchè gli chiedo di guardare ogni singolo centimetro del bimbo. Temevo che ci fosse più di un’agenesia. Con nostro grandissimo sollievo non risulta nient’altro di particolare.

La nostra storia – seconda parte

E’ il grande giorno!
E’ l’una e qualcosa del pomeriggio del 2 febbraio 2007.
Il medico inserisce un cd per registrare le immagini ricordo (che mi darà quasi due anni dopo, ma non per ricordo bensì per altri motivi) dell’eco e comincia con l’esame.
Osserva accuratamente con la sonda tutto il bimbo, che mi conferma essere maschio, ma noto che scruta diverse volte in corrispondenza della testa del bimbo.
Dopo ogni parte corporea che analizza, ritorna insistentemente alla testa.
Diverse volte noto che sta osservando sempre la stessa parte quindi mi decido e domando al medico se c’è qualcosa che non va. Lui mi risponde che è tutto ok e di non preoccuparmi.
Dopo mezz’ora però siamo sempre allo stesso punto.
Ormai ho la certezza che ci sia qualcosa di serio che mi sta nascondendo.
Finalmente si decide e dice che va a chiamare il primario. Ora scrivo “finalmente”, ma allora sentendo nominare il primario ho iniziato a sudare freddo e ho sentito il puro panico salire dentro di me.
Mi propongono un’eco di secondo livello nella stanza accanto, con un apparecchio più accurato, ma poi finiscono per farmi rimanere dove sono già.
Il primario dà un’ennesima occhiata al mio pancino, passando nuovamente la sonda sul capo del piccolo.
Alla fine, concordi, mi rivelano cosa sta succedendo: mio figlio ha l’agenesia del corpo calloso.

La nostra storia – prima parte

Dopo aver creato questo blog, per diversi giorni l’ho lasciato vuoto. Non sapevo da che parte cominciare. 

Alla fine ho deciso: inizierò da mio figlio M., 23 mesi, che è appunto il mio raggio di sole.

Tutto ha inizio quando a ottobre 2006 scopro di aspettare un bambino. Mio marito ed io siamo felicissimi perchè siamo nuovamente “incinti” dopo che a febbraio dello stesso anno avevo perso un altro bimbo alla settima settimana circa.

Questa nuova gravidanza sembra iniziare con i migliori auspici: poche nausee e limitate solo a determinate ore del giorno. 

Iniziano però purtroppo i doloretti al basso ventre che avevano caratterizzato la mia prima e brevissima gravidanza. Decido quindi di mettermi in gravidanza a rischio. Da quel momento in poi le giornate scorrono lente tra passeggiate, pisolini, esami vari, partite in Live con gli amici sull’XBOX 360 e naturalmente qualche feccenda domestica leggera (per le più faticose mi aiuta mio marito).

La prima ecografia, che corrisponde nel nostro caso alla traslucenza nucale e di conseguenza al bitest, è perfetta: i valori sono tutti nella norma ed ho percentuali bassissime di rischio. Con mio marito incontriamo anche una genetista con cui facciamo una chiaccherata e che ci congeda tranquillizzandoci e dicendo che assolutamente possiamo evitare l’amniocentesi (mio marito vorrebbe che la facessi, ma io sono terrorizzata all’idea che il bambino possa risentirne).

Finalmente, a 20 settimane, arriva il giorno dell’ecografia morfologica: potrò chiedere al dottore la conferma del sesso del bambino che il mio ginecologo di fiducia ha intravisto il mese precedente: maschio!