Prime paroline scritte e dentini

Il raggio comincia timidamente a scrivere le prima paroline in stampatello.

In realtà non scrive la parola completa, ma bisogna “suggerirgli” le letterine una per una (“p” di papà, “a” di ape, “p” di papà ed infine “a” di ape) ma sono già felicissima di questi progressi!

La parolina nella foto  dovrebbe essere “papà” ,a non abbiamo messo l’accento per non confondere troppo il pargolo.

Il bambino frequenta la prima elementare (o prima primaria) con 27 ore tra sostegno ed OSE.

Confesso che suo papà ed io non ci aspettavamo che imparasse lo stampatello così velocemente!

I suoi problemi principali riguardano i tempi di attenzione ed i problemi comportamentali.

Il raggio segue una parte di lezione in classe ed una separata con il sostegno o l’OSE perché non regge altrimenti un’attenzione continua di 3-4 ore.

Anche a causa della sua ipercinesia spesso non riesce ad interagire in maniera corretta con gli insegnanti ed i compagni.

I suoi comportamenti alterati vengono spesso scambiati per problemi educativi, ma nel nel caso in cui veramente io o il papy possiamo aver davvero sbagliato qualcosa in questi anni, sto leggendo qua e la vari libri di pedagogia.

Adesso ho iniziato questo:

Più riguardo a Intelligenza emotiva per un figlio

Parla di come diventare allenatori emotivi per i propri figli. Non so se si applica anche alla disabilità ma, almeno in parte credo che mi sarà utile. Se poi ce la faccio magari scriverò anche una breve recensione.

Infine, è caduto finalmente il primo dentino ed il topino dei denti è venuto a farci visita!

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Nessuna news invece per il decreto del tribunale dei minori per l’adozione internazionale, ma comunque non abbiamo fretta!

Attenuare l’aggressività e l’essere oppositivo: la nostra soluzione

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Questa foto testimonia la prima volta al museo del raggio. L’immagine è di sabato scorso al museo Andrea Doria di Genova.

Fino a qualche tempo fa il pargolo era troppo agitato per poter anche solo pensare ad una cosa del genere.

Le avevamo provate tutte o quasi per cercare di calmare la sua aggressività, mancava solo che ci facessimo roteare un pallone da basket sulla fronte ballando contemporaneamente il tip tap.

Scherzi a parte avevamo avuto diversi consigli:

“Ti preoccupi troppo”

Chi di noi non ha mai avuto un amico o un parente che, con tutte le buone intenzioni del mondo, per carità, ha cercato di convincerci che no, il bambino non ha problemi di comportamento ma è solo molto vivace e crescendo si risolverà tutto.

“Non siete in grado di educare il bambino”

All’opposto, c’è anche chi ci ha consigliato di “far bruciare la pelle” al raggio impuntando le sue intemperanze caratteriali ad una manica troppo larga nell’educazione da parte mia e di mio marito.

“E dargli il Ritalin?”

Ebbene sì. Le insegnanti d’asilo l’anno scorso, quasi poi anche quelli della primaria quest’anno ed infine il medico che presiedeva la visita di revisione dell’indennità di frequenza quest’anno, ci hanno consigliato di tranquillizzare il bambino “artificialmente”.

Con il papy del raggio abbiamo sempre pensato – sbagliando – che bastasse applicare i normali metodi educativi validi anche per i bambini senza disabilità.

Invece abbiamo compreso, pian piano (e con anche qualche suggerimento da parte della scuola, quando abbiamo affermato che ci rifiutiamo di somministrare al bambino qualunque tipo di psicofarmaco), che è importante:

  • cercare di non arrabbiarsi eccessivamente e non utilizzare le mani per punire il bambino
  • farsi vedere tutti d’accordo per i castighi dal pargolo ed al limite confrontarsi in privato tra genitori in un secondo tempo se si hanno punti di vista differenti
  • cercare di dare una routine al bambino almeno a grandi linee sa già cosa aspettarsi di giorno in giorno
  • castigare il bambino senza schiaffi o sberle, ma spegnendo i cartoni in tv o togliendogli per qualche minuto i giochi che sta utilizzando in quel dato momento

Forse suo papà ed io ci stiamo autoconvincendo di vedere dei miglioramenti, ma il bambino ora ci sembra davvero più gestibile.

Bilanci

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Tra meno di due settimane il raggio compirà 5 anni.
E per me è sicuramente tempo di bilanci.
Ancora un anno di asilo e poi dovremo affacciarci inevitabilmente nel mondo diversissimo della scuola primaria (saremo pronti? non lo saremo? riusciremo ad avere le ore di sostegno che ci occorreranno senza andare per vie legali?).
Per ora, quello che so di sicuro è che il più grosso problema del pargolo è un’iperattività molto accentuata, insieme a varie difficoltà nelle abilità sociali.
Nonostante questo, il raggio adora stare coi bimbi, specialmente giocare e fare casino!
Da qualche settimana, oltre alle giornate in asilo a giocare, abbiamo preso il giro di trascorrere se riusciamo il mattino ed il pomeriggio dei sabato al parco giochi.
Mi sto anche informando per qualche corso in piscina (sogno qualcosa tipo acquaticità) ma  – a parte quale possa essere l’orario migliore –  sto riflettendo se sia meglio provare con altri bambini o con l’istruttore 1:1.
Chissà anche che se ci riusciremo, un po’ di sport potrebbe forse anche servire per scaricare un po’ dell’argento vivo che ha addosso 24 ore su 24!
Dal mese scorso mio marito ed io abbiamo ottenuto 25 ore di sostegno settimanali perché 12 ore solamente di sostegno non bastavano per gestire i suoi momenti di iperstimolazione. Ora il pargolo ha ben 4 maestre: due di classe e due di sostegno che si alternano perché quella che gli è stata assegnata originariamente deve seguire anche una bimba in un’altra classe.
A casa  o con il terapista infatti o nelle situazioni in cui il bambino è solo con me (mentre magari facciamo la spesa o passeggiamo) abbiamo raggiunto un ottimo equilibrio, ma alla materna l’insieme dei bambini, dei giochi, dei colori, dei disegni e delle varie attività spesso lo stancano facendolo diventare parecchio iperattivo.
Appena riesco vorrei provare a scrivere una breve guida su come richiedere la legge 104 e l’invalidità perché mi rendo conto che a me ormai (in un certo senso) sembrano passaggi piuttosto semplici, ma purtroppo non è così.