Quale integrazione?

pecora nera
Potrei cominciare dicendo che questo è un periodo iellato, ma non renderei abbastanza bene l’idea…
Tre giorni dopo aver scritto il post precedente, un anziano ci ha danneggiato l’auto, tagliandoci la strada, andando in contromano e picchiandoci dentro mentre davamo la precedenza all’autobus che stava arrivando in senso contrario.
Il simpatico vecchietto si è fermato un paio di minuti ma si è categoricamente rifiutato di fornirci i documenti dell’assicurazione: ho appena fatto in tempo a fotografargli la targa mentre sgommava via.
Grazie alla foto del numero di targa ho fatto la visura online al PRA sul sito dell’ACI e sono risalita alla proprietaria dell’auto (presumibilmente la figlia). Grazie a questi dati la mia assicurazione e riuscita a risalire a quella del pirata della strada coi capelli bianchi  e quindi da più di una settimana la nostra Seicento è in riparazione dal meccanico…
Il 28 febbraio (l’ultimo possibile per l’iscrizione scolastica online) mi ha chiamata invece il vicepreside del polo scolastico dove ho iscritto il raggio alla primaria per l’anno prossimo.
Era l’ora di pranzo ed io stavo mangiando prima di entrare in servizio di lì a due ore: il vicepreside mi spiega che deve vedermi subito perché c’è stato un problema nell’iscrizione.
Lascio il pasto a metà e corro a scuola, avvisando però l’ufficio che avrei potuto tardare qualche minuto.
Piccola premessa: il polo dove ho iscritto il bambino è composto da 3 istituti, il primo in un parco giochi in una posizione defilata e tranquilla (che ho indicato come prima scelta), il secondo in cima ad una collina che sovrasta il nostro quartiere (bello ma un po’ troppo isolato e mal servito dai mezzi pubblici che ho indicato come seconda scelta) ed infine il terzo che ha tantissime sezioni e classi composte da  28/30 bambini che la ASL mi ha sconsigliato perché troppo caotico.
Il vicepreside mi dice che per problemi organizzativi (?) dovrei iscrivere il bambino proprio alla primaria che la ASL mi ha sconsigliato. Naturalmente mi rifiuto.
Poi prova a convincermi a mandare il bambino nella primaria che avevo inserito come seconda scelta perché – testuali parole – stanno approntando un’aula morbida per i bambini con disabilità. Anche in quel caso si prende un bel due di picche.
Terzo tentativo: prova a convincermi che all’atto dell’iscrizione ho invertito le preferenze. Ma figuriamoci…
Quarto tentativo (è uno che non cede facilmente): mi racconta che la maestra che ho conosciuto a gennaio e che avrebbe dovuto prendersi in carico il pargolo ha chiesto il trasferimento.
A quel punto gli spiego che desidero che il bambino venga inserito nella primaria che ho indicato come prima preferenza, senza se ne ma.
Il vicepreside accetta almeno apparentemente, non prima di avermi avvisato che il Provveditorato può comunque cambiare istituto a mio figlio, anche un minuto prima di inviare i risultati alle famiglie.
La domanda che a questo punto mi sorge spontanea è: perché il raggio NON DEVE frequentare la scuola che gli ho scelto, quel’è il vero motivo?
Sottrarrebbe troppi posti ai bambini normo?
La scuola, essendo davvero piccola, non dispone di aule morbide?
I nostri figli – comunque – hanno davvero bisogno di queste aule morbide?
Che beneficio può dare ai nostri pargoli una stanza con dei tappetoni da palestra?
Ed infine: come dovrebbe trascorrere il tempo lì mio figlio mentre i compagni imparano a leggere e scrivere?
I dirigenti vogliono fargli trascorrere tutto il tempo con l’insegnante di sostegno lì (come è successo molto spesso alla materna) senza neanche tentare di vedere se può stare al passo col programma con il resto della classe?
Che bella integrazione, il prossimo passo quale sarà: le classi differenziali?
Sono davvero senza parole…

Iscrizione a scuola

cartina
E’ fatta!
Sono riuscita a concludere l’iscrizione online alla scuola primaria e subito dopo ho consegnato in segreteria una copia della legge 104 ed della diagnosi funzionale.
I documenti ASL che servono per il sostegno infatti, devono essere consegnati a mano, non è possibile per ora l’invio telematico.
La verità è che, se potessi, terrei il raggio ancora in asilo ma purtroppo mi è stato fatto notare che l’anno ponte è stato abolito.
Potrei sbagliarmi, ma non credo che mio figlio sia pronto per imparare a scrivere e leggere.
Lui che giocherebbe ininterrottamente per 24 ore al giorno, che non riesce mai a stare fermo, che si ribella ad ogni singola regola e convenzione riuscirà a stare seduto almeno 5 ore? Mah… In ogni caso ci proveremo!
Da novembre 2012 sono andata a ben 3 open day di tre elementari diverse ma appartenenti allo stesso polo didattico, diventando un’ombra rompiscatole per il vicepreside e le future aspiranti maestre. Che poi siano “aspiranti” è tutto da vedere perché temo si siano passate la voce con le colleghe dell’asilo sul fatto che il pargolo sia ipercinetico e quindi penso che ci troveranno un posto libero in qualche primaria sull’Everest, tra lama sputacchianti ed alpinisti coraggiosi!
Scherzi a parte mi sento molto meno disincantata rispetto al passaggio tra nido e materna.
Prevedo, come già capita ora alla materna, molti passaggi del raggio in qualche aula a parte, specialmente quanto sarà iperstimolato e comincerà ad innervosirsi.
Prevedo anche un programma differenziato e minore rispetto ai compagni.
Sto quasi pregando, io che sono mezza atea, affinché il sostegno o almeno l’OSE dell’anno prossimo siano preparati sulla “nostra” patologia o che almeno abbiano voglia di confrontarsi con noi genitori. Ma temo che il mio rimarrà un sogno…
Non mi resta che aspettare ed incrociare le dita che capiti l’istituto che ho indicato come prima scelta perchè se attribuiscono il cucciolo a quello di seconda scelta, ma contemporaneamente non ci viene assegnato il trasporto scolastico (come qualcuno neanche tanto velatamente ci ha già detto) nasceranno parecchi problemi con i nostri orari lavorativi.
Spero davvero che la realtà mi dimostri che mi sto sbagliando e che il mio è solo pessimismo…

Scegliendo le primarie


school-bus
Non quelle del PD, ma la scuola per il pargolo.
A partire dalla prossima settimana infatti, con mio marito ci dedicheremo a visitare le scuole primarie “papabili” dove poter iscrivere il raggio.
Qualche giorno fa è venuto in asilo un funzionario della scuola elementare confinante per descrivere le varie attività offerte.
Oltre a valutare la distanza da casa, gli orari e le attività di studio ed eventualmente sportive cerchiamo una scuola che possa essere a misura di bambino “imperfetto”, imperfetto per gli altri ovviamente, non per noi che lo amiamo con una forza tale che non avremmo mai immaginato di poter provare.
Cerchiamo una classe tranquilla, con delle maestre pazienti, magari non tanto lontana da dove abitiamo e con un’insegnante di sostegno che abbia una preparazione minima sui problemi cognitivi e comportamentali conseguenti ad una malformazione cerebrale.
Mission impossible, insomma.
Il raggio presenta alcuni sintomi simil ADHD ed altri causati dall’ACC.
L’anno scorso credo di aver rischiato seriamente la gastrite per le uscite dalla classe, che non mi hanno mai trovata molto d’accordo, ma che secondo le maestre servono al bambino per calmarsi e fare attività con la maestra di sostegno e con un gruppetto di compagni. E’ tutto perfettamente legale, basta scriverlo nel PEI come viene anche fatto nel nostro caso, come ha per esempio citato qui Carmelo di Bianco sul nero.
Non viene chiesto nulla ai genitori, basta siano in accordo insegnanti di classe e d’appoggio.
Vogliamo anche parlare di come a molti amici con figli speciali di pochi anni più grandi del nostro sia stato proposto il CSE (la scuola speciale o centro diurno o come vogliamo chiamarlo insomma…)?
Capirete quindi perché la scelta toglie il sonno a me e mio marito!
Siamo molto lontani dalle linee guida dell’integrazione dei ragazzi disabili purtroppo…