Elenco semiserio delle frasi che le altre mamme ti dicono quando sei incinta

Fateci caso: quando si è incinta si finisce sempre per scatenare la curiosità delle altre donne che incrociamo durante la giornata.

C’è chi lancia una timida e furtiva occhiata al pancione cercando di non farsi beccare, c’è chi invece proprio lo fissa spudoratamente con le pupille a forma di cuore sperando magari di riuscire nello stesso intento a breve, poi c’è chi invece attacca discorso parlando in maniera più o meno truculenta del proprio parto, dei propri pargoli – tutti ovviamente modello – ed infine dei propri nipoti.

In questa gravidanza mi sto divertendo a guardare ed a vivere tutte le varie situazioni tipiche di chi come me è portatrice di un pancione di quasi 9 mesi, che 10 anni fa invece non sono riuscita purtroppo a godermi con la stessa serenità.


La tua pancia non è più tua. 

Rassegnati e butta alle ortiche tutti i tuoi ideali di privacy e di spazio interpersonale: da quando si comincerà a notare che sei incinta amici, parenti, colleghi ma anche illustri sconosciuti si avvicineranno per toccarti il pancino/one. A me fa piacere, ma capisco che non per tutti sia così.

Maschio o femmina?

Se hai superato indenne le fatidiche 12 settimane, sei già approdata alla prima domanda che ti sentirai rivolgere sulla gravidanza: “È maschio o femmina?”. E tu ovviamente non lo sai, a meno che non possieda una sfera di cristallo che possa svelarti l’arcano.

Partono allora diverse ipotesi tra parenti, amici e colleghi basate per esempio sulla forma del pancione,  sull’aspetto fisico della mamma, sulle nausee che ha più o meno avuto nel primo trimestre…

Tranquilla: non ci azzeccano quasi mai! Nel mio caso tutti pensavano stessi aspettando un altro maschio ed invece la villocentesi ha rivelato che si tratta di una femminuccia. 😉

È voluto/a?

Personalmente non mi sognerei mai di porre questa domanda a qualunque altra donna mi annunci gioiosamente la sua gravidanza, ma purtroppo non siamo tutte uguali e quindi mi è stata rivolta da diverse persone sia 10 anni fa, sia in questi mesi.

Quindi se sei sposata da poco tempo o se per qualsivoglia motivo hai aspettato molti anni per cercare un bimbo, questa sarà una delle domande che quasi sicuramente qualche anima pia si sentirà in dovere di farti.

E qui ovviamente hai 2 opzioni:

A. Sì certo, lo/la cercavamo da anni

B. Saranno un po’ cazzi miei, se non ti dispiace

Ovviamente sto scherzando, ma neanche poi tanto!

Hai fatto la coppia, che bello!

Se hai due figli entrambi maschi o entrambi femmine salta pure questo punto.

Se invece come me sei riuscita, in una delle tue rarissime botte di… fortuna, a generare due figli di sesso opposto avrai già sentito questa frase migliaia di volte.

Mi chiedo: che importanza ha? Non devo mica iscrivere i pargoli ad una gara di tango o ad un torneo di poker!

Maschio o femmina mi è indifferente, l’importante è che stiano bene e che entrambi crescano sereni.


Guarda che bello quel completino!!

È vero che un altro maschietto non mi sarebbe dispiaciuto,  ma vuoi mettere la bellezza di alcuni vestitini tutti  rosa e fiocchettini  che compri immaginando già come staranno  alla cucciola o che ti regalano le amiche o le colleghe?

Dopo aver acquistato per anni vestiti da maschietto  e dopo esserti resa conto che ormai tuo marito e tuo figlio sono praticamente gemelli (l’unica differenza è che uno ha la barba e l’altro no 😀 ) credo che arriverai alla mia stessa conclusione che un po’ di rosa in casa fa bene al cuore, anche se comunque, se mia figlia assomiglierà a me, sarà assolutamente un maschiaccio.

Ricordo ancora quando chiesi ai miei genitori prima delle automobiline e poi uno skateboard. Le differenze di genere erano forse ancora più sentite 30-35 anni fa rispetto ad oggi, infatti i miei si limitarono ad ignorare le mie richieste e continuarono imperterriti a regalarmi la Barbie, il Cicciobello eccetera… come se il fatto di impormi giochi tipicamente femminili li rassicurasse sul fatto che da grande sarei stata una donna tutta trucco, scarpe e borse!

Quando partorisci?

Questa per ora è una delle ultime domande che mi viene in mente, ma se prima o dopo il parto ne trovo o me ne capitano altre, cercherò di aggiornare il post.

Questa domanda, apparentemente inoffensiva, ne nasconde altre più o meno insidiose.

Naturale o cesareo? E se cesareo perché? Tralascio la credenza secondo la quale parenti e amiche ti avranno già detto che chi partorisce con il cesareo non può allattare perché ci vorrebbe un post solo su quell’argomento. Non è vero: la mia prima gravidanza è terminata con un cesareo e ho allattato tranquillamente per diverse settimane.

Trasporti pubblici

Spero che questo punto riguardi solo la mia città, ma non credo…

Se sei di 4, 5 ma anche di 7 o 8 mesi e prendi un autobus potrai deliziarti viaggiando in piedi e cercando di scansare colpi sul pancione. Giovani o vecchi è la stessa storia: ti sbirciano, vedono che sei incinta e (i giovani) si mettono a leggere il cellulare come se da quello dipendesse la loro stessa vita o (i vecchi) semplicemente fingono di ignorarti forti , a torto, dei loro capelli bianchi che secondo loro gli danno il diritto di farti fare dei Km in piedi. Una cosa è il rispetto, un’altra la maleducazione.







Un nuovo raggio di sole

 

… o dovrei dire una Stella!

Ebbene sì: se va tutto bene il raggio avrà una sorellina verso fine marzo – primi di aprile che si chiamerà appunto Stella.

Tra la nascita della piccola e quella del fratellone ci saranno quasi 10 anni di differenza. A causa lo shock della diagnosi , della paura che potesse succedere nuovamente e dei due anni sprecati cercando di ottenere l’idoneità all’adozione  abbiamo perso parecchio tempo. Anche se non è stato tutto tempo buttato: è nata Assacci (e prosegue pian piano le sue attività) ed abbiamo capito che prima di buttarci in un’altra esperienza genitoriale dovevamo aspettare che le nostre ferite dell’anima fossero cicatrizzate.

E’ strano essere nuovamente in attesa dopo tutto questo tempo e riprovare le stesse emozioni. Questa volta però ho scelto un percorso differente rispetto alla gravidanza da cui è nato il raggio. Innanzitutto ho saltato completamente bi test e tri test e mi sono affidata direttamente alla villocentesi. Mi sono sottoposta a due morfologiche e, quando a livello cerebrale non sono state evidenziate anomalie ho cortesemente rifiutato una risonanza magnetica. Mi sono sottoposta infine anche ad una consulenza genetica, ma evitando in accordo con l’altra metà della mela array CGH ed X fragile. Sono scelte personali e come coppia, nonostante i problemi, non ce la siamo sentita di medicalizzare troppo anche questa gravidanza.

E’ stato stupendo sentire durante la morfologica che il corpo calloso si vedeva perfettamente! Guardavo il papy che saltava da un piede all’altro, verde in viso ed in super ansia ed io non ero da meno! 🙂

Il raggio avrebbe ovviamente preferito un fratellino, ma dopo qualche giorno di crisi ha accettato di buon grado la sorellina in arrivo. Spesso mi bacia il pancione e fantastica di tenere Stella in braccio, portarla a spasso, coccolarla. Gli ho anticipato che ci saranno sere in cui piangerà o si sveglierà la notte: gli ho chiesto di essere paziente e di darci una mano con la piccola. Non so ancora se avrò effettivamente bisogno di aiuto, ma non voglio che si senta “tagliato” fuori dall’arrivo della bimba.

Mi manca tantissimo viaggiare, così come anche ai miei maschietti di casa. Non appena Stella sarà in grado (e vaccinata) tenteremo timidamente un altro dei nostri viaggetti in giro per l’Europa (sopratutto per il Mediterraneo a dire il vero 😉 ).

Per i parto infine, oltre alla borsa, preparerò la lista cibi. Sono sciocca lo so, ma non vedo l’ora di poter riassaggiare un po’ di sushi, salame e le trofie al pesto. Ultimamente mi ritrovo a sniffare di nascosto quelle del raggio prima di posargliele in tavola!! 🙂

Quasi come una vecchia amica

Domani sarà il silenzioso anniversario di un giorno che mi (ci) ha cambiato la vita. 9 anni fa, il 2 febbraio 2007, all’una del pomeriggio mi stavo sottoponendo all’ecografia morfologica durante la quale verrà poi diagnosticata l’agenesia del corpo calloso del raggio.

Ogni anno, il 2 febbraio mi ricorda quanto possiamo essere fragili noi esseri umani, ma anche la forza d’animo che mi ha costretta a trovare in me stessa per avere il pargolo qui con noi oggi. E’ stato il giorno in cui la mia gravidanza si è trasformata in un incubo, ma anche la scintilla che mi ha spinta a voler comprendere di cosa si trattasse ed, in seguito, a cercare di dare aiuto a chi si fosse trovato da allora in poi nella nostra stessa situazione.

Quindi buon anniversario carissima morfologica, che dopo tutti questi anni sei diventata quasi come una vecchia amica silenziosa, che mi ricorda che non bisogna arrendersi mai <3