L’insegnante di sostegno (questo sconosciuto)

La scorsa settimana abbiamo avuto un colloquio con l’educatrice di riferimento del nido del raggio che dopo un lungo (ed estenuante) discorso ci ha detto che abbiamo sbagliato a non richiedere il sostegno per il prossimo anno alla scuola materna.
Ora premesso che:
  • non ho fortunatamente altri casi di disabilità in famiglia
  • non avendo ricevuto informazioni ne dal terapista ne appunto dagli insegnanti pensavo fosse una domanda inviata automaticamente dal nido in provveditorato
temendo di aver fatto un pasticcio per non essermi informata per tempo, mi sono attaccata al telefono e dopo circa 10 telefonate alla ASL ed  all’asilo ho scoperto che bastava solo presentare i fogli della legge 104 all’atto dell’iscrizione, cosa che peraltro ho fatto senza sapere che servisse a qualcosa.
Resta un certa perplessità ed una domanda che mi gira in testa da giorni: ci voleva tanto a dirmelo prima?

Influenze e omeopatia

Oggi M. è andato coi nonni a fare una visita omeopatica.
Da qualche tempo stavo infatti cercando un rimedio per rafforzare un pochino il suo sistema immunitario, indebolito da 3 mesi di nido. Cercavo però un’alternativa agli antibiotici.
Spero veramente che, queste “palline” e le gocce che devo somministrargli da ora in poi, possano evitargli TUTTE le forme influenzali che girano nella sua classe.
Certo che un clima più mite non mi dispiacerebbe.
Sono fuori io o gli altri anni in questo periodo dell’anno gli alberi stavano già mettendo le foglie nuove?
Quest’anno invece sembra tutto ancora bloccato nel freddo dell’inverno.

Mamma multitasking

E’ da un po’ che non aggiorno: da quando M. va regolarmente al nido le giornate sono diventate un susseguirsi di impegni.

La nostra giornata tipo è:

– sveglia alle 6.30

– alle 7.30 al massimo uscire di casa

– alle 8 e qualcosa arrivo al nido con fuga mia o del papy di M. tra le sue urla ed i suoi pianti perché si rende conto che verrà lasciato lì

– corsa (il papy ha la vespa, beato lui!) a prendere l’autobus e finalmente alle 9 arrivo in ufficio

La mattinata scorre tranquilla al lavoro, ma verso l’una altre corse mi aspettano: la prima verso casa per pranzare, la seconda a riprendere la belvetta (a meno che mio marito, armandosi di buona volontà non decida di lasciarmi un paio d’ore per sistemare casa e scenda a prendere lui stesso il pargolo).

Per fortuna la scuola primaria è lontana e non ha ancora compiti da fare a casa!!

M. inoltre ha preso dagli altri bimbi una tosse fortissima dopo appena due giorni di nido, così sono più i giorni sinora che non lo abbiamo portato di quelli in cui ha frequentato.

E’ innegabile che l’asilo, nonostante tutte le mie resistenze psicologiche, stia svegliando tantissimo M. .

Vorrei poter scrivere che la sera mi rilasso, invece no: stendo tutte le tutine per il giorno dopo, piego quelle asciutte e preparo tutte le borse.

Insomma, quando la belvetta era a casa le giornate erano moooolto più semplici, ma credo si annoiasse con noi grandi fino a sera.