E’ arrivato il comma 3

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Dal primo marzo abbiamo la legge 104 con il comma 3, cioè la gravità, e siamo rivedibili nel 2015 (per l’indennità di frequenza invece dovremo presentarci nel 2013: l’anno prossimo).
12 ore settimanali di maestra di sostegno spalmate su 4 giorni (eh sì perché il martedì abbiamo solo le maestre di classe) non bastano per il raggio che necessita di una persona che, anche a distanza, lo aiuti a canalizzare l’attenzione sulle varie attività della giornata. Ci sono momenti in cui magari non si vede compreso molto dai compagni e diventa nervoso ed agitato e va fatto sfogare e magari un pochino riposare. Per questo però appunto serve una persona che lo porti magari un’oretta da un lato dell’aula o comunque in una zona con pochi bimbi e con pochi stimoli per non sovraccaricarlo.
Comincio però insieme a mio marito, mia suocera e ad una psicologa che segue da anni pazientemente ed amorevolmente tutto il forum prima ed anche l’associazione poi, a capire qualche punto fermo di questa maledetta ACC: la goffaggine nei movimenti, l’ansia e l’ADHD che naturalmente provoca al mio pulcino dei problemi cognitivi per fortuna non insormontabili.
Detesto l’ACC, ma adoro mio figlio, anche se capisco che fa parte di lui come il colore dei capelli o degli occhi.
Ho impiegato anni, e non ho ancora finito, a separare la diagnosi dal raggio, a guardarlo cercando di dimenticare i paroloni delle relazioni mediche.
La ferita è ancora aperta ma pian piano con mio marito ed il piccolo riprendiamo i nostri ritmi di vita pre-raggio.
In qualche modo troveremo le parole per descrivere ai nostri amici che ancora non lo sanno perché nostro figlio non è proprio identico ai loro bimbi nei modi di fare, anche se più o meno sono coetanei del nostro e perché non vogliamo più altri figli a differenza loro che stanno tutti cercando di nuovo (come è giusto che sia).
Felicità è cercare di andare avanti normalmente in una situazione che invece è inusuale, ma tanto a me sono sempre piaciute le sfide!

Presentazione del libro "La rotella mancante", Genova 18 febbraio 2012

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Sabato 18 febbraio a Genova si svolgerà la presentazione ufficiale del nostro libro: La rotella mancante
presso lo Starhotel Sala Doria alle ore 17.00
 
Interverranno tra gli altri:
 
  • Pierpatrizia Lava – Presidente Associazione Ligure Giornalisti

  • la Dott.ssa Pierangela De Biasio – Dirigente Sanitario Reparto Patologie Neonatali Ospedale Gaslini

  • la Dott.ssa Paola De Fabritiis – PhD e Specialista in Psicologia Clinica e Psicoterapeuta
Grazie ai siti e blog che hanno parlato del libro e/o dell’evento:

 

Che bambino maleducato!

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Un punto fermo che sono riuscita a capire dell’agenesia di mio figlio è che la mancanza del corpo calloso e quindi delle connessioni tra una emisfero e l’altro del cervello a volte gli provocano dei sintomi tipo Sindrome di Asperger.
Il raggio infatti, in molti piccoli aspetti della sua giovane vita, è molto legato alla routine.
Per esempio: ogni mattina, non appena si alza, deve bere il latte col cacao nel bicchiere di plastica. Poi vuole la fettina di pane sporcata appena con la crema spalmabile, poi pupù, poi ci si veste ecc…
Ricordo che qualche anno fa per me era una lotta convincerlo ad usare una paio nuovo di scarpe e ciabatte o andare dalla nonna usando una strada diversa da quella abituale.
Ho insistito però perché non sempre trovavo nei negozi scarpine uguali a quelle precedenti o non sempre si può compiere lo stesso percorso
Ho iniziato anche a raccontargli cosa ho intenzione di fargli fare durante la giornata (ora andiamo all’asilo dai bimbi, poi dopo merenda ti viene a prendere la nonna): una cosa che infatti gli dava ansia era il non sapere cosa aspettarsi. Quando per esempio l’anno scorso lo portavo all’asilo mi chiedeva decine di volte conferma di dove stavamo andando ed anticipandogli invece le mie intenzioni è molto più tranquillo.
Una cosa che comunque ci frega molto è che la mia belvetta quattrenne è alta come un bimbo di 5 o 6 anni, così quando le persone lo incrociano si aspettano che si comporti come un bimbo molto più grande.
Ricordo infine un episodio di quest’estate.
Avevo preso un taxi insieme al raggio per portarlo dall’asilo fino da mia mamma perché aveva da poco finito diversi giorni di febbre alta e non volevo farlo sudare troppo.
Giocava felice con due automobiline che raffiguravano Saetta Mcqueen e Cricchetto (che adora). Improvvisamente però ha cominciato a distrarsi ed a voler aprire la portiera in corsa.
L’ho pregato, minacciato, cercato di convincere a non aprire la portiera e per fortuna ce l’ho fatta.
Ho notato però che il tassista stava diventando paonazzo in volto.
Sfiga nella sfiga proprio in quel momento al raggio sono cadute entrambe le macchinine. Ha iniziato a ripetere in continuazione che le rivoleva ed io dal sedile a fianco non arrivavo ad afferrarle.
Il tassista ormai aveva il fumo fuori dalle orecchie.
Grazie al cielo arriviamo sotto casa di mia mamma ma il bambino ormai è in panico.
Nei pochi secondi in cui pago la corsa riesce ad aprire la portiera, così ancora col portafoglio in mano mi ci attacco per bloccarla come se non ci fosse un domani, perché se fosse passata un’auto in quel preciso istante avremmo provocato un incidente.
Ebbene, il tassista anziché cercarmi le macchinine, risale al posto del guidatore, mi dà una lezione di vita (Così impara a stare attenta a suo figlio) e riparte sgommando tenendosi i giocattoli del bimbo.
Mi sono messa a urlare ma, avendo una laringite cronica da anni, ero in uno di quei momenti in cui non ho assolutamente voce e mi è uscito un urlo muto 🙂
Tutto questo per spiegare che, senza che nessuno ci spieghi come ragionano i nostri bambolotti e come capirli, può essere complesso affrontare anche solo un normalissimo giretto in taxi.
E poi, certo, noi che siamo mamme e papà dei nostri amorini li vediamo sempre e comunque con gli occhi dell’amore, ma per gli estranei l’unico pensiero è “Che bambino maleducato!”.
P.S. Il bimbo della foto NON è il raggio.