Novità


Ormai M. è lanciatissimo nel parlare: certe paroline le capiamo solo suo papà ed io oppure i nonni ma ormai ripete quasi tutto quello che diciamo.
Ha imparato a dire: “Papà fatto cacca” quando effettivamente ha appena fatto pupù, “beacqua” è bere acqua, “futta” è la frutta (specialmente “pea”, la pera che gli piace particolarmente).
Ha paura del buio e quando la sera lo portiamo a letto e spegniamo la lampada che proietta i giochi di luce colorati sul soffitto cerca sempre qualche scusa per riaccendere la luce.
Sale sul suo triciclo e cerca di spingersi coi pedali (anche se adora essere spinto con la maniglia attaccata al manico dietro la sella).
Stesso discorso per il cavallino giocattolo: ci salta sopra, si spinge e ride come un matto quando avanzando il cavallino va su e giù.
A volte (dipende dai giorni) tenta anche di usare il monopattino (a 4 ruote, per i bimbi più piccoli), ma per rimanere in equilibrio ha ancora bisogno di essere tenuto per mano da un adulto.
A settembre dovrebbe passare dalla fisioterapista ad uno psicomotricista, ma sarei curiosa di sapere cosa ne pensano entrambi di questa “esplosione” di linguaggio.
Sarò scema mi ma sembra un miracolo. Da quando era piccino ho sempre cercato di parlargli tanto, ma M. non dava segno di volermi rispondere. Quest’inverno gli ho cercato non so quanti libriccini disegnati per fargli vedere le figure e spiegargli i nomi di tutto ciò che vedeva.
Ultimamente M. vuole anche disegnare anche se per ora fa solo degli scarabocchi. Mette il pennarello (atossico e lavabile)  sul foglio e pasticcia, poi si disegna le mani, poi se lo infila in bocca e infine lo butta in terra!
Sono così fiera di lui!
A breve voglio provare col gioco del memory. Ne ho trovato uno molto semplice con disegnati gnomi e fatine. Vorrei provare a vedere se gli piace.

Benvenuti in Olanda

Immagine: FreeDigitalPhotos.net

Benvenuti in Olanda di Emily Perl Kingsley

Mi viene spesso richiesto di descrivere l’esperienza di allevare un bimbo disabile, allo scopo di aiutare la gente, che non ha condiviso quella esperienza unica, a capire o ad immaginare come ci si possa sentire.

E’ come …..

Quando sei in procinto di avere un figlio è come pianificare una meravigliosa vacanza…in Italia.

Ti compri tutte le guide disponibili ed immagini cose meravigliose come il Colosseo, il Davide di Michelangelo, le gondole di Venezia. Puoi anche imparare semplici frasi in italiano.

E’ tutto molto eccitante.

Dopo giorni di ansiosa attesa, finalmente il giorno arriva. Prepari le ultime cose e…parti.

Alcune ore dopo l’apparecchio atterra. La hostess ti accoglie e ti dice : “Benvenuta in Olanda”.

“Olanda?!” “Cosa significa Olanda ? Io ho acquistato un biglietto per l’Italia. Io penso di dover essere in Italia. Tutta la mia vita ho sognato di andare in Italia.”

Deve esserci stato un cambio di rotta. L’apparecchio è atterrato in Olanda ed ora qui bisogna stare.

A ripensarci però…

la cosa più importante è che non ti abbiano portata in un posto orribile, disgustoso, con la pestilenza, la fame e le malattie. E’ solo un posto diverso.

E così vai a comperare nuove guide, impari un nuovo linguaggio e incontri un nuovo gruppo di persone che non avresti mai incontrato.

E’ proprio un posto diverso.E’ più calmo dell’Italia, meno brillante dell’Italia. Ma dopo un po’ ti guardi intorno e noti che l’Olanda ha i mulini a vento, l’Olanda ha i tulipani. L’Olanda ha perfino Rembrandts.

Ma tutti quelli che conosci vanno e vengono in continuazione dall’Italia e continuano a vantarsi di quali momenti meravigliosi abbiano avuto in italia. E per il resto della tua vita continuerai a ripetere : ” eppure pensavo proprio di andare in Italia. Era proprio ciò che avevo pianificato.”

Ed il dolore di ciò che non si è avverato non scomparirà mai più, perché la perdita di un sogno è una perdita molto significativa.

Ma se tu passi la vita rammaricandoti di non essere stata in Italia, non sarai mai libera di godere delle piacevoli cose dell’Olanda.

Un figlio o due figli?

Subito dopo la nascita di M. ho sentito fortissimo in me il desiderio di avere subito un altro bambino. Era solo un desiderio perchè sono stata male un anno per vari problemi di salute dopo aver partorito. Forse era il voler dimostrare a me stessa che sono in grado di procreare anche figli sani, forse il fatto di voler provare una gravidanza normale non so…
Dopo quello che ci è capitato, mio marito ha chiaramente espresso il desiderio di non avere altri figli.
In questi 2 anni mi sono abituata all’idea di avere solo M., ho modificato ed adattato i miei ritmi a lui e mi sono rasserenata su molte problematiche.
Però – sorpresa, sorpresa – la scorsa settimana mio marito ha detto che ora vorrebbe un altro figlio.
Felicità… ma anche panico.
Felicità perchè anche se le mie gravidanze sono sempre state allucinanti l’idea di un altro bimbo o bimba mi piace anche se nella pratica tirar su due figli immagino sia durissimo.
Panico perchè ho paura di altre anomalie.
Per questo motivo abbiamo entrambi deciso di sottoporci ad un prelievo (la richiesta si fa dal medico curante) per fare il cariotipo (le mappe genetiche).
Sono anche indecisa se fare il vaccino contro la rosolia: ce l’ho in frigo.
Nella gravidanza di M. non l’ho fatto, ma dovevo stare lontana da qualunque posto in cui ci fossero bambini.
Un fratello o una sorella farebbero bene a Mo perchè avrebbe qualcuno con cui giocare, parlare e  litigare per tutta la vita. Sarebbe ibdubbiamente molto stimolante per lui, ma ho paura di dargli meno attenzioni.
Speriamo che agosto e settembre ci portino consiglio.