Fare la spesa con un figlio "esploratore"

Molti di voi sapranno di sicuro di cosa sto parlando: mentre cercate in tutte le tasche il foglietto dove avete scritto cosa comprare, il vostro amato pargolo scappa per tutto il supermercato – spesso lanciando urletti di gioia alla vista di tutti i corridoi strapieni di oggetti sconosciuti e colorati – mentre le persone intorno vi lanciano sguardi costernati e di rimprovero.
Alla fine degli acquisti vi accorgete inesorabilmente che avete preso e buttato nel carrello quello che ad occhio vi sembrava mancasse a casa, ma vi siete clamorosamente dimenticati quasi tutto quello che avevate scritto nella lista.
Benvenuti nel club allora!
Confesso che c’è stato un periodo in cui guardavo tra con ammirazione ed una punta d’invidia le altre mamme col pupo seduto nel seggiolino del carrello chiedendomi come ci fossero riuscite: ipnosi, camomilla ecc…
Scherzi a parte, facendo una croce sopra al mio sogno di un bambino tranquillo e silenzioso, sono riuscita con il papy del raggio a contenere la sua joie de vivre (che in altri momenti apprezzo tantissimo) almeno sino al parcheggio del super.
E’ semplice (almeno nel nostro caso): la piccola belva va coinvolta negli acquisti perché sennò si annoia ed inizia a “fuggire”.
Noi ad esempio diciamo al raggio che essendo vecchi (in realtà non abbiamo neanche 35 anni!) non ce la facciamo a riempire il carrello e gli porgiamo gli oggetti da acquistare pregandolo di darci una mano a sistemarli. Naturalmente lo facciamo provare solo con cose robuste (non uova, bicchieri ecc… perché sennò … BAM! Tutto spaccato…).
Oppure lo portiamo in una catena di supermercati qui da noi dove è possibile farsi la spesa da soli con un piccolo lettore di codici a barre e consegnarlo infine alla cassa pagando il dovuto. Chi passa tutti i codici a barre della spesa?
Ma il raggio naturalmente!
Una pecca di questo sistema per coinvolgere il pargolo è che dovete avere parecchio tempo a disposizione e purtroppo in una famiglia non sempre è possibile fare acquisti seguendo i ritmi del bimbo…

Spannolinamento

(Traduzione: sono sopravvissuto allo spannolinamento, ma la mamma sta ancora recuperando)
Ok, parliamo di spannolinamento.
Premetto che da qualche mese ero in panico perché percepivo che la data per togliere il pannolino al raggio era ormai prossima se volevo tentare di farlo entro i suoi 3 anni, ma avevo un’ansia molto forte di non farcela.
Dopo i primi tentativi, di cui ho parlato qui, ora finalmente il mio pigrissimo principino ha deciso che vale la pena di usare il WC.
Non sono mai riuscita comunque a fargli utilizzare il vasino: siamo passati dal pannolino alla tazza, direttamente.
Siamo partiti in quarta, pur avendo il parere contrario delle educatrici del nido e del terapista.
Dopo i primi piccoli incidenti in cui il pargolo non ci avvisava  che gli scappava e noi sbagliavamo i ritmi per metterlo sul riduttore, ora siamo arrivati a fare la plin plin sul WC.
Per le cosine più “solide” dobbiamo lavorare ancora un pochino.
In compenso per il resto ci avvisa quando deve andare o quando invece  è sul punto di fare un laghetto all’ultimo minuto di resistenza.
Come ci siamo riusciti?
Ad un certo punto mi sono imposta di non farmi prendere dall’ansia: se non fosse riuscito ora, magari ci sarebbe arrivato quest’inverno o la prossima estate.
Pur non forzandolo a stare sul WC, con mio marito abbiamo sempre continuato a ripetergli con discrezione se volesse tentare di andare alla toilette.
Entrambi  abbiamo scelto dopo svariati acquisti infelici un riduttore imbottito, comodo, con le maniglie ai lati per far sentire il bimbo più stabile quando è seduto.
Nel mentre stiamo seduti accanto ai lui e non gli facciamo mai mancare libriccini e giochini vari.
Quando il raggio infine dice che ha finito, con mio marito iniziamo a lodarlo ed a sottolineare quanto sia bravo.
Certo: non è una passeggiata ma neanche così terribile, come credevo all’inizio!