Influenza ok, ma non per più di cinque giorni

1068015_16571819
Nelle scorse settimane, mentre ero incasinatissima tra la preparazione della presentazione del libro, lavoro e una delle mie cognate sotto i ferri per un’operazione piuttosto complessa (quindi senza l’aiuto di mia suocera per ovvie regioni) il raggio ha preso l’influenza.
Naturalmente, non appena la febbre e la tosse gli sono quasi del tutto passate, mio marito ha iniziato a star male ed inesorabilmente ha di nuovo contagiato il bambino.
Morale della favola: il pargolo è stato più di una settimana a casa dall’asilo.
Al settimo giorno circa mi chiama la maestra di sostegno dicendo che a mio figlio sarebbero state sospese temporaneamente sino al rientro le ore perché aveva superato 5 giorni consecutivi di assenza. In un primo momento non si capiva neanche se sarebbe stato necessario rifare tutta la procedura per farsi inviare un’altra insegnante.
Dopo diversi giorni, telefonate alla segreteria, colloqui con altre mamme che hanno figli con disabilità e ricerche su internet ho scoperto che bisogna comunicare alla segreteria della scuola se il bambino, quando è ammalato, trascorrerà più di 5 giorni a casa (a me una sfera di cristallo!!) perché sembra che trascorso quel periodo la cooperativa che fornisce le educatrici sospenda loro le ore per poi farle ripartire quando il piccolo rientra in asilo.
Per fortuna questa è stata la prima (e spero ultima influenza strong del pargolo), ma se si gli venisse di nuovo la febbre?
Cercheremo di ammalarci nel minor tempo possibile… Visto che, avendo un  handicap, a breve non avrà più diritto neanche di prendersi l’influenza.
Vorrei sentire cosa direbbero i genitori dei bambini normodotati dell’asilo, se dopo 5 giorni col pargolo a casa, ricevessero una telefonata che annuncia loro che gli tagliano temporaneamente gli insegnanti…

Presentazione del libro "La rotella mancante", Genova 18 febbraio 2012

Locandina nuova (1)
Sabato 18 febbraio a Genova si svolgerà la presentazione ufficiale del nostro libro: La rotella mancante
presso lo Starhotel Sala Doria alle ore 17.00
 
Interverranno tra gli altri:
 
  • Pierpatrizia Lava – Presidente Associazione Ligure Giornalisti

  • la Dott.ssa Pierangela De Biasio – Dirigente Sanitario Reparto Patologie Neonatali Ospedale Gaslini

  • la Dott.ssa Paola De Fabritiis – PhD e Specialista in Psicologia Clinica e Psicoterapeuta
Grazie ai siti e blog che hanno parlato del libro e/o dell’evento:

 

Siamo giovani (dentro)

iw3yeb

… ed allora rovesciatevi, avrebbe detto scherzando mio padre buonanima!

Ebbene sì, lo confesso: in queste feste mi sono dedicata al relax più totale.

Ho cucinato torte, ho giocato col pargolo, ho fatto (alternandomi con  mio marito) delle lunghissime sedute di gabinetto che quasi sempre interrompevano la cena appena iniziata o la scena culminante di un film (“Mamma, mi scappa la cacca” con l’espressione che aveva il gatto con gli stivali nel primo cartone di Shrek)

e  – incredibile – sono riuscita a vedere il fondo della cesta del bucato!

Mi sento tutto sommato un po’ più frollata di quando avevo vent’anni, chiaramente, ma cerco sempre di mantenere il ritmo della vita di tutti i giorni.

A Natale e ieri sera, però, ho avuto qualche lievissimo dubbio su come la mia età è percepita di chi mi circonda.

La sera del 24 dicembre, tra una portata e l’altra della tradizionale e luculliana cena di mia suocera, avvio la connessione sul tablet (ho la connessione flat illimitata anche sul cellulare oltre che in casa) e sbircio i messaggi degli amici sulla mia bacheca di Facebook.
Dopo qualche secondo arrivano i miei nipoti, anche loro “in astinenza” temporanea dal social network e mi chiedono se posso far log out dal mio profilo per permettere loro di entrare col loro nome e postare sulla propria bacheca. Accetto, ed il tablet scompare temporaneamente risucchiato in un vortice di dita che postano aggiornamenti di stato a raffica.
Passata circa un’ora e riavuto il telefono i miei nipoti si rendono conto che sono la zia che ha solo pochi anni meno delle loro mamme e – rendendosi conto  che ho FB e lo uso anche parecchio –  con gli occhi sgranati mi domandano: “Ma zia, hai FB?”
Io: “Si ragazzi”
Nipoti: “Ma perché?
Io: “… Ehm… Per sentirmi con gli amici, per giocare online (ebbene sì sono una di quelli che vi tempesta con Farmville, Cityville, ecc…)
Nipoti: “Davvero?”
Io “…”

Ieri sera stessa scena con il ragazzo che ci porta le pizze (e che ha circa l’età dei nostri nipoti) da circa 6 anni a questa parte: ha scattato una foto al gatto bellissimo di una mia vicina che andava a zonzo nelle scale del caseggiato (il nostro palazzo ha solo 12 porte, quindi è molto piccolo così il gatto ci “conosce” tutti).
Mio marito ha chiesto scherzosamente al portapizze se aveva intenzione di postare l’immagine del micio su FB.
Ed il ragazzo per tutta risposta, con lo sguardo stupito che ormai conosciamo bene, ha esclamato: “Ma perché, voi siete iscritti a FB?
Sottinteso: alla vostra età? 🙂

È un po’ come se pensassero che ci siamo iscritti casualmente, per errore, cercando un sito di occhiali bifocali, di tailleur di lana spessa o di adesivi per dentiere 😉
Scherzi a parte: sì ragazzi, mio marito ed io abbiamo i primi capelli bianchi che stanno spuntando tra quelli castani ma ci piace tenerci aggiornati. A questo proposito domani la mia dolce metà inizierà a frequentare un corso di java: personalmente avrei voluto tentare di seguire invece quello di html ma ho troppi impegni e casini.
Meglio però che i nostri nipoti continuino a crederci la solita coppia di zii, un po’ rinco e allergici alla tecnologia. Almeno potremo stupirli al prossimo Natale!

Con mio marito capiremo di essere invecchiati (nello spirito) quando ci sorprenderemo a dire: “Siamo troppo vecchi per queste s*******e”.