Tre è il numero perfetto?

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Da qualche tempo intorno a me stanno spuntando un mucchio di pancine.
Sono di amici, colleghi e conoscenti nostri coetanei che, dopo aver avuto il primo pargolo, si stanno avventurando una seconda volta nel mondo della maternità e della paternità.
Sono felice per loro ma nello stesso tempo mi mettono in crisi perché, se da un lato da anni accarezzo anch’io l’idea di un altro pupo/pupa, dall’altro ho una paura fortissima che qualcosa non vada per il verso giusto.
Ormai poi ho quasi  36 anni (li compirò il 30 marzo), età che non è proprio perfetta per una gravidanza.
Non so inoltre se riuscirei a trovare spazio per un neonato nella mia vita attuale perché ho orari super scanditi come in una caserma e se sgarro mi sballa tutta la giornata!
Non sono mai riuscita a capire se al raggio piacerebbe un fratellino/sorellina, ma in questo periodo per esempio non credo perché siamo in love (mi segue dappertutto e mi abbraccia, manda bacini…) ed è molto geloso di me.
Credo che continuerò a guardare con mezzo sorriso e mezza lacrimuccia i passeggini ed i fiocchi nascita al centro commerciale, cercando di auto convincermi che “no, non voglio ricominciare, i neonati sono impegnativi, ho appena ripreso spazio per noi come coppia (come se con i nonni che tengono il pargolo solo quando lavoriamo durante la settimana fosse facile trovare spazio di coppia), ho buttato via vestitini e passeggini ed ormai dovrei ricomprare tutto ecc“.
Credici Anna, credici.

Giornata mondiale della sindrome di down

Oggi è la Giornata Mondiale per la Sindrome di Down.
Per dare più visibilità all’evento, molte pubblicità sono state girate nuovamente inserendo alcuni protagonisti con sindrome di down.
E’ necessario che vengano compiuti ancora molti passi avanti nell’integrazione di bambini e ragazzi che hanno questa sindrome.
Ecco il video creato da Coordown:

Vi segnalo anche il video vero e proprio della manifestazione sul blog di mammafattacosì

PERCHE’ ESSERE DIFFERENTI E’ NORMALE!

E’ arrivato il comma 3

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Dal primo marzo abbiamo la legge 104 con il comma 3, cioè la gravità, e siamo rivedibili nel 2015 (per l’indennità di frequenza invece dovremo presentarci nel 2013: l’anno prossimo).
12 ore settimanali di maestra di sostegno spalmate su 4 giorni (eh sì perché il martedì abbiamo solo le maestre di classe) non bastano per il raggio che necessita di una persona che, anche a distanza, lo aiuti a canalizzare l’attenzione sulle varie attività della giornata. Ci sono momenti in cui magari non si vede compreso molto dai compagni e diventa nervoso ed agitato e va fatto sfogare e magari un pochino riposare. Per questo però appunto serve una persona che lo porti magari un’oretta da un lato dell’aula o comunque in una zona con pochi bimbi e con pochi stimoli per non sovraccaricarlo.
Comincio però insieme a mio marito, mia suocera e ad una psicologa che segue da anni pazientemente ed amorevolmente tutto il forum prima ed anche l’associazione poi, a capire qualche punto fermo di questa maledetta ACC: la goffaggine nei movimenti, l’ansia e l’ADHD che naturalmente provoca al mio pulcino dei problemi cognitivi per fortuna non insormontabili.
Detesto l’ACC, ma adoro mio figlio, anche se capisco che fa parte di lui come il colore dei capelli o degli occhi.
Ho impiegato anni, e non ho ancora finito, a separare la diagnosi dal raggio, a guardarlo cercando di dimenticare i paroloni delle relazioni mediche.
La ferita è ancora aperta ma pian piano con mio marito ed il piccolo riprendiamo i nostri ritmi di vita pre-raggio.
In qualche modo troveremo le parole per descrivere ai nostri amici che ancora non lo sanno perché nostro figlio non è proprio identico ai loro bimbi nei modi di fare, anche se più o meno sono coetanei del nostro e perché non vogliamo più altri figli a differenza loro che stanno tutti cercando di nuovo (come è giusto che sia).
Felicità è cercare di andare avanti normalmente in una situazione che invece è inusuale, ma tanto a me sono sempre piaciute le sfide!