Pei di terza media

Abbiamo firmato il PEI.

Scoppierà probabilmente un casino, perchè il centro convenzionato per le terapie non lo ha ne visto, ne tantomeno concordato con i professori, così come previsto dal GLO.

Ho lasciato che il documento venisse letto dal coordinatore senza pretendere, come gli altri anni, di poterlo consultare in autonomia. Non ho chiesto il motivo per cui, su 4 insegnanti che seguono il raggio, 2 non fossero presenti. Lo so già: sono quelli in appoggio all’altra ragazzina certificata della classe. Ho finto di fidarmi sul numero ore attribuite al ragazzino, dette solamente a voce. Ho intravisto comunque uno schema con l’orario dei vari insegnanti. Ed è già un passo avanti rispetto a quando, a settembre, la dirigente ha risposto ad una mia PEC dicendo che non sapeva nulla di ore e quant’altro. Ho pregato che anche mio marito riuscisse a non esplodere dicendo loro tutto quello che invece sarebbe stato doveroso. Sarebbe stato più corretto, ma avrebbe sortito solamente l’effetto di farla pagare prima al ragazzino e poi a noi.

Dopo aver scritto mille mila post sul sostegno che portava in gita le altre classi, faceva supplenze programmate in base alle assenze degli altri professori, impartiva lezioni di italiano al posto di un più opportuno mediatore culturale e dopo aver chiesto aiuto a ben due avvocati, all’ufficio scolastico regionale ed aver anche inviato una diffida alla dirigente abbiamo deciso che ne abbiamo abbastanza. L’ufficio scolastico regionale dà carta bianca ai dirigenti per gestire gli insegnanti di sostegno come più ritengono opportuno. Nessuno vigila su come vengono distribuite queste risorse e se sono effettivamente utilizzate per l’inclusione dei ragazzi con disabilità o per dare il bianco in palestra. E’ anche vero che non abbiamo mai tentato un esposto al Miur.

La firma del PEI è finita quindi, come si suol dire, a tarallucci e vino. Svestiti i panni dei genitori guerrieri contro i mulini a vento, abbiamo invece indossato quelli dei genitori che cercano di arrivare all’esame. Prossimamente, infine, verremo penso convocati per il primo PEI della monella.

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Anna

Genovese, classe 1976, mamma del raggio e della monella.
Campionessa di tetris nell'incastrare impegni scolastici e terapeutici del raggio e della monella col mio lavoro e la vita famigliare.
Vivo giorno per giorno ed il mio motto è "Mai arrendersi!"
ilnostroraggiodisole@gmail.com

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