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Mese: Agosto 2020

Il caso non esiste

Nonostante tutto sono stata fortunata.

Mentre aspettavo i risultati della villocentesi, dopo la dodicesima settimana, tra me e me pregavo di non dover scegliere nuovamente se proseguire o interrompere la gravidanza. E così è stato. Non volevo rischiare di trascorrere mesi da incubo, come quando ero incinta del raggio e non sapevo cosa aspettarmi.

Il destino, a dire il vero, mi ha inviato diversi segnali: due dottoresse, in due occasioni diverse, mi hanno proposto di sottopormi ad una risonanza in utero. Io, genio, ovviamente ho declinato entrambe le offerte perchè per me la presenza del corpo calloso significava nessun problema. Beata ingenuità… Comunque se tu medico mi chiedi se voglio sottopormici per sfizio e non perchè magari mi avvisi di aver notato altre malformazioni cerebrali è ovvio che io ti dica che preferisco lasciar perdere…

Mi sono sottoposta anche ad una visita genetica così come consigliato dalla dottoressa che mi fece la morfologica. Tutto perfetto finché mi spiegò che avrebbe analizzato il liquido prelevato durante la villocentesi e poi fatto i prelievi per gli esami genetici veri e propri. In caso di positività, se il liquido della villo non fosse bastato, avrebbero dovuto sottopormi anche ad un’amniocentesi. A quel punto con mio marito non ce la siamo più sentita. Avevo ormai quarant’anni ed ero rimasta incinta nonostante un ginecologo gufo che affermava che ormai non ovulavo più, una conizzazione anni prima e 3 fibromi. Se con tutti quegli esami invasivi mi avessero provocato un’interruzione, non ero per niente sicura di riuscire a rimanere ancora incinta.

Così la monella è entrata a far parte delle nostre vite, fregandoci abilmente sulla sua presunta neurotipicità. Perfetta sino ai 2 anni, 2 anni e mezzo, ha iniziato a regredire col linguaggio e a presentare una forte iperattività.

Cosa faremo adesso?

Per prima cosa l’asilo. Vedremo se il Comune ha richiesto una maestra di sostegno e se la piccola birba riuscirà ad interagire coi compagni.

Seconda cosa le terapie. Inseriremo la monella privatamente nello stesso centro dove il raggio fa terapie in convenzione Asl. Dopo una brutta esperienza con una terapista dalle mani pesanti, abbiamo stoppato la terapia e cambiato struttura.

Siamo pronti per questa nuova avventura! Un giorno alla volta, passo dopo passo.

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L’impensabile

Hospital Vectors by Vecteezy

Ogni volta che con mio marito ci prepariamo ad accompagnare la monella ad un controllo o ad una visita ci sentiamo ormai come se avessimo un gatto nero appeso alla schiena o più precisamente agganciato con le unghie alle pal…pebre e in cuor nostro sappiamo già che la giornata non si concluderà prima che ci venga rivelata qualche sorpresa, spesso negativa.

Tre giorni fa, dopo aver affidato il raggio ai nonni paterni, abbiamo accompagnato la cucciola in ospedale per sottoporla ad una risonanza magnetica cerebrale di cui parlavo qui .

Quando a fine giugno mi domandavo quale potesse essere il risultato, ci sono andata molto vicina con le ipotesi…

La monella non ha l’agenesia del corpo calloso, il ginecologo ed il pediatra non si sono allarmati come avrebbero dovuto ed infine la dottoressa che mi ha fatto la morfologica mi aveva caldamente consigliato una consulenza genetica, ma senza dirmi che ipotizzava che ci fossero problemi gravi. Così dopo il colloquio con la genetista, temendo di creare problemi alla gravidanza, con mio marito abbiamo lasciato perdere.

Il risultato è probabilmente una sindrome, che nei prossimi mesi dovremo definire tramite una serie di ulteriori controlli ed esami. Questa sindrome, che per ora chiamerò l’innominata, le provoca sintomi di tipo autistico.

Alla fine, sia io che la neuropsichiatra avevamo ragione entrambe: non è autistica, ma ha l’innominata che le provoca probabilmente sintomi simili.

Ora, mentre aspetto che l’ospedale ci chiami per proseguire con gli accertamenti, vado a chiudermi le tube con la colla a caldo 😉 e nel frattempo, a seconda dei giorni attraverso una miriade di fasi di accettazione aiutata, per fortuna, dall’amore che ho per la monella.

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