Pubblicato in: monella, vita quotidiana

Un fulmine non cade mai due volte nello stesso punto

Non è vero. Cade eccome nello stesso posto. Due, tre, dieci, cento, mille volte.

Pochi mesi dopo aver compiuto 2 anni la monella ha iniziato a non utilizzare più quelle poche paroline che aveva appreso sino ad allora. È rimasto solamente un “mamma” pronunciato male (mama), “mimi” per chiamare le cagnoline ed infine “cae”o “cai” quando lancia qualcosa a terra e vuole invece farmi credere che sia caduto da solo. All’inizio di quest’anno, quando faceva la popò, mi diceva “cacca” tutta fiera. Invece ora più nulla.

Dopo il vero e proprio calvario sofferto dopo la diagnosi del raggio in gravidanza, ho pensato fosse meglio agire tempestivamente, ma…

  • Il pediatra del raggio e della monella inizialmente non ha voluto scrivermi alcuna richiesta per sottoporre la piccola a dei controlli, affermando che la bambina fosse solamente un po’ pigra. Dopo che ho insistito per diversi mesi, allora mi ha stampato una richiesta per visita otorino ed un’altra per visita logopedica (sbagliando tra l’altro, perché il protocollo in questi casi prevede prima una visita audiometrica e poi una visita logopedica)
  • Dopo aver sottoposto la monella a una visita otorino nella ASL di quartiere, scopro che dovevo invece richiedere una visita audiometrica al Gaslini. Chiedo allora al pediatra una nuova richiesta e telefono all’ospedale per prenotare la visita. Ovviamente è già tutto prenotato sino a fine gennaio 2020
  • Mia suocera di punto in bianco confida al figlio che le sembra che la bambina giochi in maniera poco strutturata rispetto all’età che ha
  • Sempre alla ASL di quartiere metto la bimba in lista per una visita con la logopedista, ma mi viene detto espressamente dalla persona che prende i nostri dati di rivolgermi al privato perché abbiamo pochissime speranze di essere ricontattate
  • Non sapendo più dove sbattere la testa decido di contattare la neuropsichiatra ASL che segue già il raggio da quando era piccolo. Se vale la stessa regola come per il pediatra, che può prendere in carico fratellini o sorelline anche se risulta pieno all’anagrafe ASL, presumo valga la stessa regola. Dopo quasi un mese da quando avevo provato a telefonarle in studio e le avevo inviato anche una mail, finalmente mi ricontatta e, miracolo, mi fissa un appuntamento con con lei e anche con la logopedista!

La monella, all’inizio di questo mese, viene sottoposta ad una visita congiunta di circa tre quarti d’ora. La logopedista, sotto lo sguardo attento della neuropsichiatra infantile, prova a farla giocare con delle letterine magnetiche colorare da appoggiare ad una lavagna bianca, magnetica anch’essa. Poi si passa a dei librettino e dei pupazzi. La visita si interrompe perché ad un certo punto la monella, essendo stanca e avendo fame (nel frattempo si era fatta ora di pranzo) e non potendone più ha una mezza crisi isterica.

Entrambe le dottoresse decidono di darmi un altro appuntamento per i primi giorni del mese prossimo. Prima di congedarmi chiedo però alla neuropsichiatra infantile se secondo lei la bimba è pigra come affermava il pediatra oppure se c’è effettivamente qualcosa di peggio. A quel punto, solo perché gliel’ho chiesto prima di andarmene, mi sento rispondere che effettivamente c’è un po’ di ritardo. Non ho osato chiedere altro ma nella mia testa da allora frulla quella famosa parola che comincia con la a.

E ieri sono riuscita a perdere una chiamata dalla neuropsichiatra… Le avevo scritto chiedendole di dirmi un po’ più approfonditamente cosa pensa della monella e lei mi ha beccata mentre ero al lavoro, in orario di ricezione del pubblico, con una persona davanti alla quale stavo svolgendo una pratica. Non appena ho terminato con l’assistito l’ho richiamata, ma il telefono è stato penso staccato e poi riattaccato un’ora dopo quando è andata via. C’è stato uno scambio di email nel quale la dottoressa ha scritto che ci risentiremo la prossima settimana ed io mi sono scusata per non essere riuscita a rispondere. Ma la domanda che mi ronza in testa è: è corretto che se io non le chiedo nulla lei non mi dica niente delle valutazioni sulla piccola? Io penso proprio di no

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Autore:

Genovese, classe 1976, mamma del raggio e della monella. Campionessa di tetris nell'incastrare impegni scolastici, sportivi e terapeutici del raggio col mio lavoro e la vita famigliare. Vivo giorno per giorno ed il mio motto è "Mai arrendersi!" ilnostroraggiodisole@gmail.com

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