Tre è il numero perfetto?

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Da qualche tempo intorno a me stanno spuntando un mucchio di pancine.
Sono di amici, colleghi e conoscenti nostri coetanei che, dopo aver avuto il primo pargolo, si stanno avventurando una seconda volta nel mondo della maternità e della paternità.
Sono felice per loro ma nello stesso tempo mi mettono in crisi perché, se da un lato da anni accarezzo anch’io l’idea di un altro pupo/pupa, dall’altro ho una paura fortissima che qualcosa non vada per il verso giusto.
Ormai poi ho quasi  36 anni (li compirò il 30 marzo), età che non è proprio perfetta per una gravidanza.
Non so inoltre se riuscirei a trovare spazio per un neonato nella mia vita attuale perché ho orari super scanditi come in una caserma e se sgarro mi sballa tutta la giornata!
Non sono mai riuscita a capire se al raggio piacerebbe un fratellino/sorellina, ma in questo periodo per esempio non credo perché siamo in love (mi segue dappertutto e mi abbraccia, manda bacini…) ed è molto geloso di me.
Credo che continuerò a guardare con mezzo sorriso e mezza lacrimuccia i passeggini ed i fiocchi nascita al centro commerciale, cercando di auto convincermi che “no, non voglio ricominciare, i neonati sono impegnativi, ho appena ripreso spazio per noi come coppia (come se con i nonni che tengono il pargolo solo quando lavoriamo durante la settimana fosse facile trovare spazio di coppia), ho buttato via vestitini e passeggini ed ormai dovrei ricomprare tutto ecc“.
Credici Anna, credici.

Autore: Anna

Genovese, classe 1976, mamma del raggio e di Stella. Campionessa di tetris nell'incastrare impegni scolastici, sportivi e terapeutici del raggio col mio lavoro e la vita famigliare. Vivo giorno per giorno ed il mio motto è "Mai arrendersi!" ilnostroraggiodisole@gmail.com

3 pensieri riguardo “Tre è il numero perfetto?”

  1. io penso che la voglia di un neonato non passi nemmeno…quando il neonato ce l’hai!!!
    capisco perfettamente le tue paure. ci sono passata mille volte. a volte ci passo ancora.
    quello che ti posso dire è che per me, con la seconda, è stato tutto meno drammatico. cioè mi sto godendo appieno la parte bella e ridimensionando quella pesante. e sto bene, oh come sto bene. mai mai e poi mai tornerei indietro. poi succede una cosa strana. quasi non riesci a ricordare come eravate senza l’ultimo arrivo (è successo anche con la prima). e, sempre nel mio caso, il rapporto tra le due è qualcosa di specialissimo! insomma, era per metterti in crisi, così mi fai compagnia dato che anche io sono del 30 marzo!!

  2. Ciao, leggo da un po’ le avventure del tuo Raggio ma questa volta esco dal silenzio per dirti che nel mio caso tre e’ davvero l’unico numero possibile. Io sono figlia unica e pensavo che avrei avuto più figli, per non far pesare tutti i pensieri su un bambino solo, ma poi non ci sono riuscita. La maternità e’ stata più complessa del previsto, so di non doverlo dire a te, eppure pur con un bambino biologicamente sanissimo, i primi anni sono stati proprio difficili. Ho capito di non avere abbastanza energie per pensare ad allargare la famiglia, talvolta ci penso ma va bene così. Io ho fatto una scelta precisa e non sono pentita pero’ credo che se fossi riuscita a vivere una seconda maternità più serena forse mi sarei liberata prima di ansie e sensi di colpa.
    Alla fine sono sempre convinta che un figlio si faccia per istinto, quando si cerca una motivazione razionale o ragionevole e’ difficile trovarla. In bocca al lupo qualsiasi sarà la decisione finale!

  3. @Maggie: molte amiche e parenti mi hanno detto che col secondo figlio è più facile (anche perché non si è più alla prima esperienza): anche mia suocera (mio marito ha due fratelli ed una sorella)

    @Marzia: grazie per avere condiviso la tua esperienza; pensandoci in questi giorni a mente fredda, anch’io sento che non avrei più energie da dedicare ad un secondo pargolo.
    E’ solo che non riesco a fare una scelta definita: mi lascio trasportare dagli anni, aspettando di essere troppo vecchia per avere una altro bimbo e lascio che decida il destino al mio posto.
    Questo non riuscire a scegliere consapevolmente mi fa incazzare tantissimo con me stessa.
    Dovrei essere più risoluta.

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