Baby blues, la mia esperienza

Immagine presa su Internet

 

I film in tv e le pubblicità ci hanno forse abituati ad un’immagine di famiglia un po’ distante dalla realtà. Madri che cucinano, lavano i pavimenti e stirano, vestite come ad una sfilata di moda coi capelli perfettamente in piega. Se prendiamo un qualsiasi spot di pannolini per bambini poi, vediamo solo bimbi angelici e sorridenti.

 

Peccato che poi invece la realtà sia un po’ differente!

 

In questi giorni un fatto di cronaca accaduto vicino a dove abitiamo (che per delicatezza preferisco non citare) mi ha fatto riflettere sul periodo delicatissimo che è quello in cui mamma e bambino vengono dimessi dall’ospedale ed imparano a conoscersi e ad interagire tra loro. E’ il momento più importante, secondo me, quasi più importante dell’intera gravidanza.

 

A volte capita che la mamma si senta un po’ giù di morale, pianga e sia un po’ stressata ma si può arrivare ad uno stato depressivo serio.

 

A me è capitato di star male psicologicamente, dopo la nascita di M., ho iniziato a riprendermi quando aveva circa 6 mesi . Voi che state leggendo queste righe potreste controbattere che avevo tutti i motivi per crollare, ma ho avuto modo di constatare personalmente che il baby blues, ma anche la depressione vera e propria colpisce anche mamme di bambini sanissimi.

 

Il crollo degli ormoni dopo il parto unito secondo me al fatto di dover imparare a fare i conti con una nuova realtà e di non riuscire a dormire bene (i neonati si svegliano nella maggior parte dei casi ogni 2 o 3 ore per poppare), provoca alla mamma uno stato di sconforto.
A questo punto è fondamentale avere qualcuno accanto (compagno, marito, genitore amica ecc…) che ci comprende e ci fa sentire che capisce che siamo in difficoltà. Per è stato fondamentale mio marito che, quando M. aveva pochi mesi, mi ha pian piano convinta ed aiutata a reagire. E’ anche utile avere una persona a cui delegare le faccende di casa più pesanti, almeno i primi tempi.

 

Dobbiamo arrenderci al fatto che noi siamo mamme reali, non da film. Se non laviamo i pavimenti 2 volte al giorno perché il piccolo ha le coliche o se non abbiamo passato la cera perché abbiamo portato il pargolo a spasso in passeggino al parco non morirà nessuno.

 

Mi premeva scrivere questo perché molte neo mamme non confesserebbero mai il loro malessere, ma questo le porta a stare ancora più male e a sentirsi sempre più sole.

 

A fare la mamma si impara giorno per giorno, come si impara qualunque altra cosa nel corso della vita. Si sbaglia, si cade, ci si rialza e si va avanti.

Autore: Anna

Genovese, classe 1976, mamma del raggio. Campionessa di tetris nell'incastrare impegni scolastici, sportivi e terapeutici del raggio col mio lavoro e la vita famigliare. Vivo giorno per giorno ed il mio motto è "Mai arrendersi!" ilnostroraggiodisole@gmail.com

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